Si stanno componendo le liste per i candidati al Csm. Ad oggi l’elenco dei nomi fino a ora scelti, corrente per corrente, è questo. Il voto è stato fissato per il 25 e 26 ottobre 2026, per eleggere i venti togati. Il sistema elettorale è quello delineato dalla riforma Cartabia: il sistema è misto, prevalentemente maggioritario (14 eletti) ma con correttivo proporzionale (6 eletti), con l’obiettivo di limitare il peso dei gruppi associativi. La legge ha previsto anche il sorteggio di candidati per completare le liste, qualora quelle composte con le candidature non rispettino l’equilibrio di genere. Infine, i candidati si possono presentare coordinati in una lista, come fanno da sempre i gruppi associativi, oppure come indipendenti, con la possibilità poi di dichiarare il loro coordinamento prima che si chiuda la campagna elettorale.

Collegio di legittimità
Egle Pilla (Area)
Luca Lorenzetti (AltraProposta)
Elisabetta Ceniccola (Unicost)
Salvatore Casciaro (Mi)
Giovanni Nardecchia (candidato della rete Autogoverno Diffuso sostenuto da Md)

Requirente 1
Eugenio Albamonte (Area)
Giacomo Pestelli (AltraProposta)
Rosalia Affinito (Unicost)
Stefano Buccini (Mi)
Roberta Amadeo (candidata della rete Autogoverno Diffuso sostenuta da Md)

Requirente 2
Gianluca De Leo (Area)
Raffaele Balera (AltraProposta)
Giuliano Caputo (Unicost)
Gaetano Bono (Mi)
Fabio Regolo (candidato della rete Autogoverno Diffuso sostenuto da Md)

Giudicante 1
Roberto Arata (Area)
Alberto Giannone (AltraProposta)
Alessandra Salvadori (Unicost)
Ernesto Occhiuto (Mi)
Angelo Mambriani (indipendente appoggiato da Md)
Pier Paolo Lanni (candidato della rete Autogoverno Diffuso sostenuto da Md)

Giudicante 2
Chiara Gallo (Area)
Francesco Lupia (AltraProposta)
Valeria Ciampelli (Unicost)
Maria Tiziana Balduini (Mi)
Glauco Zaccardi (Md)
Cosimo Ferri (indipendente)

Giudicante 3
Cristina Ornano (Area)
Giuseppe Sepe (Area)
Emanuela Romani (AltraProposta)
Pietro Indinnimeo (Unicost)
Maria Ilaria Romano (Mi)
Monica Almirante (Md)
Antonella Rimondini (Area)

Giudicante 4
Ilaria Casu (Area)
Fabrizio Malagnino (AltraProposta)
Daniela Monaco Crea (Unicost)
Filippo Di Todaro (Unicost)
Giulio Corsini (Mi)
Daniele Cappuccio (Md)

La specifica di md e autogoverno diffuso

Vale la pena di chiarire la scelta della corrente progressista di Magistratura democratica, che da tempo ha scelto di intraprendere un percorso peculiare per scegliere i candidati. Il consiglio nazionale del 5 luglio, infatti, ha deciso di condividere «insieme alle persone che si riconoscono nel progetto “autogoverno diffuso” la sfida che ci deve portare alla prossima consiliatura» e per questo accanto ai candidati diretta espressione del gruppo Md vengono appoggiati i candidati della rete Autogoverno diffuso.

Non si tratta di un cartello elettorale - viene spiegato nel documento diffuso da Md - ma una presa d'atto delle «forti convergenze programmatiche» tra il programma di Md e quello della rete Autogoverno diffuso e da qui nasce la «condivisione di un percorso comune».
La rete Autogoverno diffuso ha svolto a sua volta assemblee territoriali per discutere del programma e delle candidature. Una in particolare si è svolta al tribunale di Milano, dove Giovanni Battista Nardecchia (sui cui nome erano già state raccolte 200 firme), sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione, che ha illustrato le ragioni della propria autonoma candidatura nel collegio della legittimità, sulla scia dell'esperienza del distretto di Milano dove, negli ultimi anni, ci sono state esperienze di candidature nate dal basso e successivamente sostenute anche da gruppi associativi tradizionali.
In quella stessa assemblea ed in altre assemblee territoriali sono emerse anche le candidature di Roberta Amadeo per il collegio pm nord, Angelo Mambriani e Pier Paolo Lanni per il collegio giudicanti 1 e Fabio Regolo per il collegio pm sud.
Tra gli argomenti centrali dell'incontro milanese c'è stata la funzione del Csm, su cui è stata «ribadita l’urgenza di un Consiglio aperto, trasparente e concretamente impegnato a dare attuazione agli indirizzi espressi dall’Assemblea generale dell’Anm». L'esperienza di riferimento della rete è stata quella dell'attuale consigliere del Csm, Roberto Fontana, «sia per il metodo adottato, che per i contenuti delle iniziative promosse e le modalità di comunicazione e confronto con i colleghi».

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