La conferenza regionale dei garanti dei detenuti, attraverso il suo portavoce Samuele Ciambriello, avverte: «Questa estate 2026 sta diventando una seconda pena per le persone ristrette» a causa del caldo nelle carceri. Il ministero della Giustizia ha chiesto report a tutte le amministrazioni penitenziarie sulle necessità di spesa per frigo e ventilatori e finora sono stati erogati 800mila euro.

Tra le richieste dei garanti ci sono punti idrici a getto, nebulizzatori con aree e zone d’ombra nei cortili dei passaggi e attrezzare zone verdi all’aperto per i colloqui. Il problema riguarda anche la polizia penitenziaria, segnala il segretario del sindacato Cnpp-Spp Mauro Nardella.

Dalle carceri agli uffici giudiziari, il problema è lo stesso. Al tribunale di Palermo, il presidente Piergiorgio Morosini ha disposto la sospensione delle udienze fino al 29 giugno per l’emergenza caldo: «Si è determinata una grave situazione di disagio per magistrati, personale amministrativo, avvocati, ausiliari, utenti e detenuti che partecipano alle udienze penali nel palazzo di giustizia. Un disagio che che connesso, oltre alle condizioni metereologiche, anche alla non operatività degli impianti di climatizzazione, il cui buon funzionamento è essenziale per la vivibilità degli ambienti di lavoro».

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