I contratti a tempo determinato degli addetti all'Ufficio del processo sono scaduti il 30 giugno, come il Pnrr. Il ministero della Giustizia, tuttavia, ha assunto in proprio e a tempo indeterminato 9.147 su 9.368 unità di personale delle diverse qualifiche funzionali, di cui 6.850 addetti all'Ufficio per il processo.
Il ministero ha sottolineato il grande sforzo economico - 487.782.596 euro - e «la portata storica della stabilizzazione sta nella significativa diminuzione del dato relativo al tasso di scopertura fino a oggi registrato negli uffici giudiziari: era del 35,50% al 30 giugno 2026, passa oggi al 16% in tutta Italia».

Tuttavia, la stabilizzazione degli addetti Upp ha sollevato una serie di questioni, in particolare legate alle mansioni. La richiesta della magistratura e degli stessi addetti, infatti, era di poter rimanere destinati agli uffici dove oggi attualmente lavorano così da continuare con il lavoro di ausilio dei giudici già sperimentato con successo in questi quattro anni.

Invece, il meccanismo è stato gestito con graduatorie uscite quattro giorni prima della scadenza del contratto a tempo determinato, cui è seguita la convocazione presso varie corti d'appello per la firma dei contratti, con attese anche di molte ore. «Ci domandiamo come sia stato possibile organizzare in questo modo caotico e inadeguato un passaggio così importante e delicato per la vita di tanti lavoratori e se il Ministro non ritenga di dover far qualcosa per risolvere una situazione così intollerabile» ha commentato la responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani.

La questione maggiore, tuttavia, è legata alle mansioni: gli addetti Upp, infatti, sulla carta avrebbero dovuto rimanere come ausiliari dei magistrati, ma il contratto prevede che in caso di emergenza possano essere destinati a compiti amministrativi.

Così ha commentato la corrente progressista di Area: «Gli addetti all'Ufficio per il processo, fondamentali in questi ultimi anni, saranno stabilizzati ma inquadrati nelle qualifiche e nelle funzioni tradizionali dei funzionari amministrativi ministeriali, con una soluzione ibrida che non restituisce dignità nè a chi svolge mansioni amministrative, nè a chi svolge funzioni giurisdizionali. In sostanza, una grande innovazione e una vera rivoluzione culturale vengono lasciate estinguersi».

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