Procuratori e procuratore generale hanno sottoscritto un protocollo operativo dopo la burrascosa approvazione della delibera del Csm. Si può sintetizzare in: «Non comunicare meno, ma comunicare meglio»
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Dopo l'approvazione (burrascosa) delle linee guida del Csm sulla comunicazione, la procura generale e le procure del distretto di Napoli hanno sottoscritto un protocollo operativo che si può sintetizzare in: non comunicare meno, ma comunicare meglio, perché "la tutela della reputazione delle persone coinvolte nei procedimenti penali e il rispetto della presunzione di innocenza non possono tradursi in un arretramento della trasparenza dell'attività giudiziaria".
Si tratta del primo protocollo sottoscritto in Italia dopo la circolare del Csm e si tratta di un protocollo redatto in accordo tra il procuratore generale, Aldo Policastro; i procuratori di Napoli, Nicola Gratteri; della procura dei minori, Patrizia Imperato; di Napoli Nord, Domenico Airoma; Nola, Marco Del Gaudio; Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso; Santa Maria Capua Vetere, Pierpaolo Bruni, Avellin, Francesco Raffaele e dal procuratore aggiunto di Benevento Gianfranco Scarfò.
gli aggiornamenti delle comunicazioni
Il punto più controverso della delibera riguarda la comunicazione iniziale, reattiva e comunicazione di aggiornamento. Su questo il protocollo prevede che l'informazione di aggiornamento non sarà "limitata, come invece testualmente previsto dalla circolare consiliare, ai casi in cui le persone attinte dalla notizia iniziale sia state indicate nominativamente, dovendo ritenersi che essa sia necessaria anche in tutti i casi in cui le stesse, pur non indicate con le loro generalità, siano univocamente individuabili per la posizione rivestita, per il ruolo svolto o per le altre circostanze contenute nella notizia diffusa che permettano di attribuire con certezza e univocità la vicenda o il fatto a una determinata persona fisica o giuridica". Se invece la comunicazione iniziale non conterrà i riferimenti indicati, sarà possibile per l'interessato, al fine di tutelare la propria reputazione, fare richiesta di comunicazione di aggiornamento e sottoporla alla valutazione del procuratore competente.
La valutazione delle toghe napoletane sulle linee guida del Csm, tuttavia, non è del tutto positivo. Il pg Policastro, infatti, ha definito «singolare» la previsione di videoregistrazione integrale delle conferenze stampa e la conservazione della relativa documentazione. «Difficilmente altre categorie professionali sono chiamate a documentare integralmente e conservare ogni parola pronunciata in pubblico. Viene quasi da pensare che i magistrati siano considerati dei sorvegliati speciali», ha scritto in una nota, «eppure, se questa è la scelta compiuta dal sistema, essa può essere valorizzata come un'ulteriore garanzia di trasparenza».
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