Tra l’Anm e il governo di discute dei nuovi tribunali da aprire o chiudere e del gip collegiale. Al Csm, invece, è sempre tempo di nomine
Care lettrici, cari lettori
Sulla giustizia i fari post-referendari hanno iniziato a spegnersi, lasciando spazio invece ai problemi di ordinaria amministrazione e alle riforme «chirurgiche» promesse dal ministero della Giustizia.
Tra queste, in settimana si è tornati a parlare della geografia giudiziaria (con contrapposizione tra Anm e ministero) e del problema del gip collegiale per le misure cautelari personali, che entrerà in vigore ad agosto ma con un grande problema rispetto alle possibili incompatibilità che – secondo le toghe – rischiano di bloccare i processi.
A proposito di problemi ordinari, sulla scrivania del Mef è anche arrivata la richiesta di adeguamento degli stipendi delle toghe come da sentenze del Consiglio di Stato: un conto da 210 milioni di euro per le casse dello Stato e che approfondisco in questo articolo.
Quanto al clima post referendario, in questa intervista il consigliere del Csm Marco Bisogni spiega la direzione in cui si dovrebbe andare ora.
La geografia giudiziaria
Torna la questione della geografia giudiziaria, con l’ormai consueto scontro tra concezioni del tema. Da una parte ci sono i magistrati, che puntano sulla specializzazione e l’accorpamento delle sedi, dall’altra il ministero della Giustizia, che ha in animo la riorganizzazione della geografia giudiziaria con la riapertura di alcuni tribunali. Già certa è quella di Bassano del Grappa, con il tribunale della Pedemontana.
In un documento presentato dall’Anm al governo si valuterebbe la necessità di assumere cinquemila nuovi giudici e si ipotizza la chiusura di tutti gli uffici giudiziari che possono contare su meno di trenta giudici e dieci pubblici ministeri. La soglia fissata dall’Anm, però, produrrebbe il taglio di 87 tribunali su 189.
La notizia ha messo in allarme soprattutto i tribunali umbri di Terni e Spoleto, con prese di posizione contrarie sia da parte della politica che degli Ordini degli avvocati.
Al netto di questo, i problemi di organico si affacceranno certamente (con problemi anche di incompatibilità nei tribunali più piccoli) con l’entrata in vigore il 25 agosto della nuova previsione sul gip collegiale, di cui l’Anm ha già chiesto la posticipazione.
Sulla geografia giudiziaria, vale la pena leggere un intervento dell’ex magistrato Edmondo Bruti Liberati.
Il gip collegiale
La questione legata al futuro del gip collegiale e all’eventuale modifica del cronoprogramma per renderlo attivo è all’esame del ministero della Giustizia. La sollecitazione dell’Anm ha prodotto la risposta del ministro Nordio, che ha parlato di «un cronoprogramma di realizzazione nei prossimi giorni» e ha però anche fissato i suoi interlocutori per calibrarlo: ci sarà un «reale confronto con il Consiglio superiore della magistratura e con l'Avvocatura, come già auspicato anche in caso di vittoria del Sì al referendum». Non con l’Anm, quindi.
La valutazione di Apostolico
Al Csm è tornato il caso Apostolico, riferito alla magistrata catanese Iolanda Apostolico, che nel 2018 aveva partecipato a una manifestazione pubblica in occasione della vicenda della nave Diciotti, e che nel 2023 non aveva convalidato il trattenimento di alcuni migranti, ritenendo illegittime le norme del decreto Cutro appena approvato dal governo.
Il Csm ha infatti approvato per la magistrata (che si è dimessa dalla magistratura nel dicembre 2024 anche in seguito alle polemiche) la settima valutazione di professionalità, dopo un lungo dibattito, con con 20 voti a favore, 6 contrari e 5 astenuti.
Nella delibera di cui è stato relatore il consigliere Roberto D'Auria si fa riferimento alla valutazione di professionalità relativa al periodo aprile 2019-aprile 2023, si dà atto del parere favorevole espresso all'unanimità dal Consiglio giudiziario presso la Corte d'appello di Catania e si sottolinea che «tale giudizio positivo non è messo in discussione dalle vicende che hanno dato origine, in Prima Commissione, alla pratica a tutela conclusasi con archiviazione». Quanto alla partecipazione alla manifestazione del 2018 «si tratta di un fatto rientrante nel precedente quadriennio, che ancorché divenuto noto soltanto in seguito e, dunque, valutabile nell'ambito del quadriennio in esame, non è, comunque, idoneo a riverberarsi negativamente sui prerequisiti».
La consigliera togata di Mi Bernadette Nicotra si è astenuta, dicendo che «la delibera nella sua motivazione costituisce un precedente dal quale sarà difficile per la Quarta commissione e per il plenum discostarsi in futuro». Di parere opposto il consigliere togato di Unicost Marco Bisogni: «Non attiviamo a corrente alternata, in base alla convenienza politica l'indignazione per un gesto piuttosto che un altro».
La valutazione positiva è stata fortemente contestata dai laici di centrodestra, con Enrico Aimi che ha espresso «posizione critica rispetto alla proposta» perché «la valutazione di professionalità del magistrato non può essere un automatismo ma richiede una verifica rigorosa e sostanziale del permanere dei requisiti fondamentali: indipendenza, imparzialità ed equilibrio. Nel caso di specie, tali requisiti appaiono meritevoli di un approfondimento ben più incisivo». Secondo Aimi, «non rileva solo il dato temporale ma il significato oggettivo della condotta: la partecipazione a iniziative connotate da una precisa valenza politico-ideologica su temi poi direttamente riconducibili all'attività giurisdizionale esercitata». Di conseguenza «un giudizio pienamente positivo, nonostante le criticità evidenziate, rischia di trasmettere un messaggio di irrilevanza di condotte che incidono sulla credibilità della magistratura».
Anche Isabella Bertolini ha parlato di «un'occasione persa. Si poteva, e si doveva, aprire una riflessione vera sul modello di magistrato che vogliamo: non solo tecnicamente preparato, ma capace di incarnare fino in fondo terzietà, misura ed equilibrio. Senza questa chiarezza, il rischio è quello di indebolire la percezione stessa di imparzialità della magistratura. Il Csm ha dato l'ennesima pessima prova».
legge forense
La riforma forense è ancora in attesa del via libera in commissione Giustizia alla Camera ma l’iter dovrebbe concludersi entro la settimana prossima con il voto degli ultimi emendamenti. Così, l’approvazione in aula dovrebbe arrivare entro magio.
Ad oggi tutte le proposte di modifica delle opposizioni sono state respinte, ma un accordo si cerca sugli ultimi emendamenti, in particolare quelli sulle regole di accesso alla professione e l’esame di abilitazione.
scontro feltri-Anm
La settimana scorsa si è consumato uno scontro dai tratti effettivamente surreali, in cui l’Anm del Piemonte ha criticato duramente il giornalista Mattia Feltri per i suoi articoli sulla Stampa.
L’Anm ha scritto che «il giornalista si ostina a definire la magistratura come una intoccabile casta, ancora una volta secondo una narrazione strumentalmente orientata a gettare discredito sull'ordine giudiziario, quando invece la vicenda disciplinare dei 2 colleghi mostra esattamente il contrario, ovvero l'irrogazione di una severa sanzione da parte dell'organo disciplinare pur in presenza di notevoli e complessi profili giuridici interpretativi della vicenda a monte», si legge con riferimento al caso Esposito.
All’Anm ha risposto l’Unione delle Camere penali con una nota: «Giornalista fra i pochi rimasti capaci di guardare a ogni potere senza inginocchiarsi, e di farlo con un'ironia tale da cogliere nel segno e rendere facilmente comprensibile a tutti il cuore della sua critica» e «colpisce che l'Associazione Nazionale Magistrati torinese, per replicare a un suo articolo, abbia scelto il registro della pedanteria professorale, della superiorità cattedratica, quasi a voler impartire lezioni elementari a chi, evidentemente, conosce bene ciò di cui parla. Si è arrivati persino a suggerire che pubblicare il nome di due magistrati destinatari di una sanzione disciplinare sarebbe una specie di barbarie giornalistica. Si tratta della stessa prassi che quotidianamente tutti i giornali seguono non soltanto nei confronti di chi sia stato definitivamente condannato o sanzionato, ma persino di chi sia soltanto indagato o imputato e dunque ancora assistito dalla presunzione di innocenza, in nome del diritto di cronaca e dell'interesse pubblico, salvo le eccezioni previste dalla legge, a tutela delle vittime e delle situazioni particolarmente delicate».
Il futuro di Bartolozzi e Birritteri
La Terza Commissione del Csm ha deliberato il ricollocamento in ruolo, su sua domanda, dell'ex capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi, nella stessa posizione presso la Corte di appello di Roma che ricopriva prima di spostarsi al ministero. La delibera dovrebbe arrivare nella seduta del 22 aprile.
Nel caso in cui la domanda venisse definitivamente accettata, gli atti dell'inchiesta sul caso Almasri andranno trasmessi alla procura di Perugia per competenza. Intanto, il gip di Roma ha fissato per il prossimo 17 settembre il processo a Bartolozzi con l’imputazione di false informazioni al pubblico ministero nell'ambito dell'inchiesta sul caso del generale libico Almasri.
Anche l’ex Capo del dipartimento per gli Affari di Giustizia, Luigi Birritteri, ha trovato una nuova collocazione: il plenum del Csm lo ha reinserito nei ranghi della magistratura con l’incarico di Avvocato generale della Corte di Cassazione.
Nomine al Csm
Uffici direttivi
Avvocato generale Procura generale Cassazione: nominato Alfredo Pompeo Viola, attualmente sostituto procuratore generale cassazione
Avvocato generale Procura generale Cassazione: nominato Marco Dall’Olio, attualmente sostituto procuratore generale cassazione
Avvocato generale Procura generale Cassazione: nominato Luigi Giuseppe Birritteri, attualmente sostituto procuratore generale cassazione
Uffici semidirettivi
Presidente sezione tribunale Termini Imerese: nominato Mario Conte, attualmente consigliere corte appello Palermo
Presidente sezione tribunale Palermo: nominato Aldo De Negri, attualmente consigliere corte appello Palermo
Presidente sezione tribunale Latina: nominata Francesca Aratari, attualmente giudice tribunale Velletri
Presidente sezione tribunale Agrigento: nominata Alessandra Vella, attualmente consigliere corte appello Palermo
Presidente sezione lavoro corte appello Roma: nominato Giovanni Pascarella, attualmente presidente sezione lavoro tribunale Roma
Avvocato generale Catanzaro: nominata Raffaela Sforza, attualmente sostituto procuratore generale Catanzaro
Collocamenti fuori ruolo
Valeria Spagnoletti, attualmente consigliere lavoro corte appello Bari: deliberato il collocamento fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia, dipartimento innovazione tecnologica
Assunta Tillo: deliberata la conferma del collocamento fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia, gabinetto del Ministro, direttore ufficio per il coordinamento dei rapporti con il Parlamento
Cristiana Ciavattone: deliberata la conferma del collocamento fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia, dipartimento affari di giustizia, direttore direzione generale affari interni
Meriti insigni
Sono stati nominanti consiglieri di cassazione per meriti insigni (con riguardo ai posti pubblicati per l’anno 2024):
Danilo Galletti, professore ordinario, Università di Trento
Elisabetta Lamarque, professore ordinario, Università Milano Bicocca
Stefano Margiotta, avvocato, foro di Roma
Maria Concetta Marzo, avvocato
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