Su un muro di Roma, in via Portuense, è comparsa una grossa scritta con vernice rossa "Nordio ti metto dentro una R4". Il ministro: «Non sono stato intimorito da giovane magistrato, e ancor meno lo sono adesso da anziano ministro»
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Su un muro di Roma, in via Portuense, è comparsa una grossa scritta con vernice rossa "Nordio ti metto dentro una R4", con accanto una stella a cinque punte e la sigla delle Brigate rosse. Il riferimento è alla Renault 4 rossa nella quale il 9 maggio 1978 fu ritrovato il corpo di Aldo Moro.
I carabinieri hanno aperto le indagini e per l'episodio è scattata la solidarietà di tutte le forze politiche - sia maggioranza che opposizione - al guardasigilli Carlo Nordio. Anche la premier Giorgia Meloni ha parlato di una «gravissima e inaccettabile intimidazione». Il Guardasigilli ha anche ricevuto una telefonata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Attestati sono arrivati anche dal mondo dell'avvocatura e della magistratura, a partire dall'Anm e dal Csm.
«Quarantacinque anni fa, quando conducevo le indagini sulla colonna veneta delle Brigate Rosse, ricevevo lettere minatorie firmate con la stella a cinque punte. Non sono stato intimorito allora, da giovane magistrato, e ancor meno lo sono adesso da anziano ministro», ha detto il ministero Nordio. Dopo l'episodio la sua scorta, già al massimo livello di sicurezza, è stata sensibilizzata ulteriormente. In particolare, è stata aumentata l'attenzione sul Guardasigilli con un incremento anche della vigilanza attorno alla sede del ministero.
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