E' pronto e dovrebbe approdare in consiglio dei ministri lo schema di decreto legislativo sulla riforma della giustizia tributaria. Si tratta di tre articoli che introducono il ruolo unico nazionale dei magistrati tributari, rafforzano le norme su incompatibilità, trasferimenti e procedimenti disciplinari e avvicinano lo status dei magistrati tributari a quello delle altre magistrature.
Viene prevista anche la possibilità di aumentare i posti assegnati nei concorsi, attribuendo agli idonei «un numero di ulteriori posti non superiore al doppio del decimo di quelli messi a concorso».
Il secondo articolo prevede una disciplina organica sullo stato giuridico dei magistrati tributari, regolando dimissioni, aspettative, trasferimenti e incompatibilità. Il trasferimento d'ufficio potrà avvenire anche quando il magistrato «non può svolgere, nella sede occupata, le proprie funzioni con piena indipendenza e imparzialità».
Sul fronte del disciplinare, vengono tipizzati gli illeciti, tra cui «la grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile», «l'emissione di provvedimenti privi di motivazione» e il «grave e ingiustificato ritardo» nel compimento degli atti.
Il terzo articolo demanda a un prossimo decreto legislativo il riassetto della geografia giudiziaria tributaria, con una «rideterminazione delle sedi delle corti», anche con «la possibile competenza interprovinciale delle corti di primo grado», oltre alla revisione delle sezioni staccate delle Corti di secondo grado, della pianta organica e del numero massimo di magistrati collocabili fuori ruolo.

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