Di sicuro Lula resta l’ultimo politico del Novecento in servizio permanente effettivo; qui e ora è bastato per vincere. Con la sua vittoria, la fine del «ciclo progressista latinoamericano» è rinviata. Ma il presidente brasiliano resta un’eccezione in un continente orientato a Trump
La vittoria di Lula nel ballottaggio in Brasile è netta, spostando dieci milioni di voti dal primo turno. Ma è un successo che fa da monito per le sinistre e non archivia la crisi della regione assediata da Trump. Il 51,8 per cento con quasi 4,5 milioni di voti di vantaggio sull’avversario di estrema destra Flávio Bolsonaro, ci dice che le partite le vincono i campioni. Alcuni paragonano Lula a Pelé, che fu ministro del neoliberale Cardoso. Ma Lula, campione della sinistra, è piuttosto Diego Arm