Le elezioni israeliane lo hanno confermato: a fronteggiarsi sono due aree avversarie ma molto simili nelle convinzioni fondamentali. Nessuna Israele binazionale, nessuno Stato palestinese, nessun ritiro da Gaza, nessuna autocritica per il comportamento dell’esercito nei Territori. Chi in teoria può far ancora deragliare i piani di Bibi sono i partiti arabi. L’altra variabile sono le midterm americane
Precipitato dalle tormente della storia al cospetto del suo dilemma esistenziale, se tornare ad essere una qualche democrazia o restare congelata nel nazionalismo etnico, Israele pare aver scelto la continuità. I risultati non sono ancora definitivi, ma già ora è chiaro che nella Knesset si fronteggeranno una destra radicale e una destra appena più moderata, o più esattamente un razzismo criminale contro un razzismo pragmatico e almeno in parte negoziabile, ma pur sempre razzismo. Due aree avver