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Il film “Naza” non è solo denuncia, esplora gli abissi dell’animo umano

Il film pone ai testimoni, e agli spettatori, un interrogativo sul male della guerra e del genocidio, aprendo uno sguardo sugli abissi dell’animo umano degno della ricerca che Hannah Arendt consegnò al New Yorker durante il processo Eichmann

Serviva un nuovo, diverso racconto dell’orrore per scuotere le nostre coscienze assopite sulla tragedia di Gaza? Guardando ai numeri, parrebbe di sì. Il documentario Naza, diretto dai registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, dopo 25 minuti di applausi alla Mostra del cinema di Venezia, ha portato oltre 60 mila spettatori in sala nel solo primo giorno, in testa al botteghino. Proprio questo successo, tuttavia, per un film che si rivolge chiaramente a un pubblico “occidentale”, oltre che al

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