Il commento

Se nel paese della egalité la repressione è l’unica risposta

Mai era stata raggiunta tale intensità di repressione nella lunga storia delle piazze francesi, una repressione che è divenuta la sola voce della politica: e infatti a gongolare è soprattutto Le Pen. Ma non solo non si distingue tra i casseurs e i manifestanti pacifici, si continua a non capire che il movimento si è allargato a temi generali come il rifiuto della guerra e delle diseguaglianze sociali 

Da un mese ormai gli studenti dei licei francesi riempiono le strade e le piazze di Parigi e di altre città, un movimento che in poco tempo si è esteso e precisato nei suoi intenti. La repressione di polizia e gendarmeria è stata dura, violenta, come non ci si aspetterebbe nel paese della sacra triade Liberté, égalité, fraternité. Le immagini e alcune cifre lo testimoniano, un bilancio drammatico: centinaia di studenti feriti, due hanno perso un occhio, un altro una mano e molte decine mascelle

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