Non ci sono salvati che possano a loro volta testimoniare, perché di questa turpe vicenda, divenuta tragicamente pubblica il 3 febbraio 2016, restano due principali vittime: Giulio e la verità
Come per i sommersi di Primo Levi, Giulio Regeni non può raccontare la propria storia in prima persona e, proprio come per quei sommersi, il racconto avviene per delega: i genitori, sin dal primo istante, e ora la prima corte d’assise di Roma: la sentenza del 28 settembre condanna a dieci anni tre degli imputati e ne assolve uno. Eppure, non ci sono salvati che possano a loro volta testimoniare, perché di questa turpe vicenda, divenuta tragicamente pubblica il 3 febbraio 2016, restano due princi