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I tagli alle tasse per i genitori non aiutano coloro che vorrebbero diventarlo

  • La lotteria degli annunci del governo sulla natalità è proseguita ieri con l’idea di re-introdurre le detrazioni per i figli a carico, dopo che l’Assegno unico universale le aveva sostituite, anche nel nome della razionalizzazione.
  • La detrazione per i figli a carico può avere un senso per alcuni gruppi di lavoratori, ma crea uno squilibrio tra famiglie senza tenere conto di tutte le dinamiche del lavoro che ostacolano la genitorialità.
  • Sono le famiglie con doppio reddito quelle che hanno più figli. E quindi il problema parte a priori da lavoro e welfare e non va gestito solo a posteriori.

È difficile in questi giorni tenere il passo delle dichiarazioni del governo in merito a lavoro e fecondità, da ieri anche fisco e fecondità. Siamo passati dalla premier Giorgia Meloni che dichiara che «per creare manodopera non servono migranti, ma far lavorare di più le donne» alle indiscrezioni sul piano del ministero dell’Economia per tagliare le tasse a chi ha due figli, alla più precisa «detrazione di 10mila euro l’anno per ogni figlio a carico fino al termine degli studi anche universi

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