L’impegno giovanile e gli scontri di certi gruppi con le forze dell’ordine sono due storie diverse. Ma una democrazia non si difende soltanto garantendo l’ordine nelle piazze. Si difende anche offrendo ai ragazzi ragioni per credere nell’avvenire e nella possibilità di cambiarlo senza violenza
Le piazze italiane sono tornate a riempirsi di giovani e giovanissimi. Le manifestazioni e gli scontri raccontano però due storie che sarebbe un errore confondere. La prima è quella di un nuovo protagonismo politico giovanile, dall’Europa agli Stati Uniti, fino all’Asia. La seconda riguarda le violenze che hanno accompagnato alcune proteste. Episodi gravi, riconducibili a gruppi minoritari ma eterogenei, dalle frange più radicali dei collettivi studenteschi ai gruppi antagonisti, fino ad alcuni