Le relazioni tra il Cairo e l’Italia, negli ultimi dieci anni, hanno stabilito che i diritti umani devono essere condizionati alla politica: non si scappa, la regola aurea è business as usual, vietato disturbare. Dal 2016, al Sisi – al potere dal 2013 – e sette governi a Roma non hanno mai mancato un’occasione per ribadirlo
Le relazioni tra Stati dovrebbero essere condizionate a clausole sul rispetto dei diritti umani. Lo chiedono le ong internazionali, è scritto negli accordi (si veda quello sulla cooperazione tra Unione europea e Israele) e lo implorano le persone che i diritti umani li difendono in paesi dove le sparizioni, le torture, i processi politici e il bavaglio alla stampa sono all’ordine del giorno. Tipo l’Egitto, dove la repressione rimane costante e sempre meno denunciata. I rapporti tra questo paese