Il numero di persone convinte che il mondo finirà prima della loro morte è oggi sensibilmente più alto che in qualsiasi momento del recente passato. Ciò che manca al neo-apocalittismo sembra essere quella di pensare, foss’anche in un’allucinazione generale, che un nuovo mondo sia possibile
Chi, come lo scrivente, è cresciuto nel consumismo avvenirista degli anni Ottanta non può che provare sorpresa di fronte a uno dei fatti più singolari del nostro decennio: il numero di persone convinte che il mondo finirà prima della loro morte è oggi sensibilmente più alto che in qualsiasi momento del recente passato, almeno dai primi accordi sulla non proliferazione nucleare del 1970. Non solo: i giovani sono i più inclini a questo catastrofismo, soprattutto quei giovanissimi che crescono in u