In queste settimane centrali dell’estate, molti italiani si stanno godendo il meritato riposo dal lavoro, magari sotto l’ombrellone. E per molti è il momento in cui ci si dedica a un’attività prediletta: la lettura.

Quello della “lettura estiva” è quasi un genere a sé. Per alcuni è l’occasione ideale per affrontare volumi impegnativi rimandati durante l’anno per mancanza di tempo; per altri è il momento di scegliere storie leggere, perfette da accompagnare al sole e al mare.

Nella nostra newsletter quotidiana, Oggi è Domani, abbiamo chiesto alla nostra comunità di lettori di darci qualche consiglio per orientarci tra le pagine: tra romanzi, classici e saggi illuminanti, ecco gli spunti che ci hanno fornito.

Miocarobisson. Cercasi editore disperatamente – Flavio Bisson (Robin edizioni, 2026)

Sinossi: Uno scrittore dilettante presenta il proprio manoscritto a un direttore editoriale di una famosa casa editrice. Ne riceve convinti apprezzamenti ma gli viene comunicato che non sarà preso in considerazione perché lui, l’autore, è un perfetto sconosciuto. In bilico tra l’autoironia e la convinzione di non essere apprezzato, focalizza che essere uno dei tanti sia la causa del fallimento dei suoi tentativi di uscire dall’anonimato e di pubblicare il suo romanzo. Escogita mille maniere per venire alla ribalta, scendendo sempre più nei gradini dell’abiezione finché arriverà a prendere una decisione tragica. Ma il destino gli preparerà uno scherzo inaspettato.

«Uno scrittore non viene pubblicato perché sconosciuto. Cerca la notorietà attraverso il delitto ma il destino gli riserva una sorpresa. Ironico, allegro, molto leggibile».

Contro la paura. Manifesto per una sicurezza democratica – Carlo Bonini, Franco Gabrielli (Feltrinelli, 2026)

Sinossi: Rimettere la sicurezza al centro della democrazia vuol dire sottrarla alla propaganda e restituirla alla responsabilità pubblica. “La sicurezza non è il privilegio dei più forti, ma il diritto dei più deboli.” La sicurezza è diventata il terreno su cui questa destra ha costruito egemonia politica. Un campo simbolico e materiale abbandonato troppo a lungo dalle forze progressiste, consegnato a una narrazione semplificata, muscolare, fondata sulla paura e sulla costruzione del nemico. Ma è davvero inevitabile che sicurezza significhi repressione, esclusione, riduzione dei diritti? Carlo Bonini e Franco Gabrielli partono da qui: dalla necessità di strappare la sicurezza al monopolio culturale della destra. Perché una sicurezza democratica non solo esiste, ma è l’unica in grado di tenere insieme libertà e protezione, diritti e ordine, coesione sociale e legalità. Una sicurezza che non nega la complessità, non alimenta il rancore, non trasforma la paura in consenso. Attraversando i nodi più controversi del presente – migrazioni, città, ordine pubblico, carcere, uso della forza, cybersicurezza –, questo libro smonta il paradigma securitario dominante e ne mostra le contraddizioni: una macchina politica che promette sicurezza ma produce insicurezza, che moltiplica le norme senza risolvere i problemi, che divide la società mentre pretende di difenderla. Contro la paura è insieme un’analisi e un manifesto. Un atto d’accusa verso le politiche delle destre di governo, ma anche verso le ambiguità di un campo progressista che ha rinunciato a elaborare una propria idea di sicurezza. Qui prende forma un’alternativa: una sicurezza democratica e relazionale, fondata sulla responsabilità pubblica, sulla trasparenza, sulla prevenzione e sulla capacità di tenere insieme le persone invece di contrapporle. Perché la vera sfida non è scegliere tra sicurezza e libertà. È costruire una sicurezza che non le metta mai in alternativa.

«Non è un giallo o un romanzo in cui tuffarsi, ma un saggio che ti tiene vivo il cervello anche in vacanza. Sapere che ci può essere un modo democratico di gestire la sicurezza senza ricorrere al panpenalismo dell'attuale governo, e soprattutto sapere che ci sono persone hanno chiaro come metterlo in atto, a me rende molto più piacevole affrontare il caldo estivo».

1Q84 – Haruki Murakami (Einaudi, 2014)

Sinossi: Tokyo, 1984. Aomame è spietata e fragile. È un killer che in minigonna e tacchi a spillo, con una tecnica micidiale e invisibile, vendica tutte le donne che subiscono una violenza. Tengo è un ghost writer che deve riscrivere un libro inquietante, pericoloso come una profezia. Persi sotto un cielo ostile in cui brillano due lune, entrambi si giocano la vita in una storia che sembra destinata a farli incontrare. Mai come in 1Q84 Murakami ha esplorato i nostri incubi per dare vita a un mondo cosí personale, onirico e malinconico, in cui nessuna realtà parallela ripaga per la nostalgia di un’amicizia d’infanzia, per un amore mancato.

«Il suo realismo magico è così coinvolgente...».

La famiglia Karnowski – I.J. Singer (Adelphi, 2013)

Sinossi: Bastano a volte poche pagine per accorgersi di avere fra le mani un grande romanzo, e per cogliere quel timbro puro che ne fa un classico. È ciò che accade con La famiglia Karnowski di Israel J. Singer, maestro dimenticato, rimasto per troppo tempo nel cono d'ombra del più celebre fratello minore Isaac B., Premio Nobel per la letteratura. La pubblicazione di questo libro, fra i memorabili del secolo scorso, ha quindi il sapore di un evento, e di un risarcimento: finalmente, il lettore potrà immergersi nel grandioso affresco familiare in cui si snoda, attraverso tre generazioni e tre paesi – Polonia, Germania e America –, la saga dei Karnowski. Che comincia con David, il capostipite, il quale all'alba del Novecento lascia lo shtetl polacco in cui è nato, ai suoi occhi emblema dell'oscurantismo, per dirigersi alla volta di Berlino, forte del suo tedesco impeccabile e ispirato dal principio secondo il quale bisogna «essere ebrei in casa e uomini in strada». Il figlio Georg, divenuto un apprezzato medico e sposato a una gentile, incarnerà il vertice del percorso di integrazione e ascesa sociale dei Karnowski – percorso che imboccherà però la fatale parabola discendente con il nipote: lacerato dal disprezzo di sé, Jegor, capovolgendo il razzismo nazista in cui è cresciuto, porterà alle estreme conseguenze, in una New York straniante e nemica, la contraddizione che innerva l'intera storia familiare. Con una sapiente orchestrazione che è insieme un crescendo e un inabissarsi, Singer non solo ci regala pagine d'inconsueta bellezza ma getta anche uno sguardo chiaroveggente sulla situazione degli ebrei nel­l'Europa dei suoi anni, rivelando quelle virtù profetiche che, quasi loro malgrado, solo i veri scrittori possiedono.

La famiglia Moskat – Isaac B. Singer (Longanesi, 2010) 

Sinossi: La famiglia del vecchio patriarca Meshulam Moskat attraversa gli anni che dall'inizio del Novecento scendono fino alla seconda guerra mondiale e alla "soluzione finale" messa in atto dal regime nazista. Ma il vero protagonista di questo possente romanzo è l'Ostjudentum, la società ebraico-orientale - in particolare quella di Varsavia - con la sua complessa e densa cultura. Nel racconto di Singer la ricchezza immensa di quella civiltà rivive, con minuzia realistica e visionaria, col respiro delle vicende private e il soffio della storia. Magistrale affresco di un periodo cruciale della storia europea, "La famiglia Moskat" è una delle più alte testimonianze di quel mondo che scomparve tra gli orrori dell'Olocausto.

«Entrambi, “La famiglia Karnowski” e “La famiglia Moskat”, di grandissimo interesse, potenti affreschi di famiglie ebree del '900».

Demasiado corazón – Pino Cacucci (Feltrinelli 1999)

Sinossi: Bart, un gringo con la faccia da latino varca la frontiera a Tijuana, scendendo in Messico per l’ennesimo incarico che svolgerà con la consueta indifferenza: uccidere un uomo che potrebbe minacciare gli interessi di una multinazionale farmaceutica. Ma a Tijuana arriva anche un battagliero videogiornalista italiano, Leandro, e le loro strade fatalmente si incontrano. Da una parte il cinismo dell’esecutore professionista, dall’altra la passione ferita ma non piegata dell’utopista: eppure scatta qualcosa di simile a un rapporto, a una complicità sotterranea contro le dinamiche di un potere occulto e assassino. Entrambi rischiano di compiere l’ultima missione della loro vita, e chi sopravviverà non sarà comunque un vincitore... Tra i due personaggi, però, il vero protagonista del romanzo rimane il Messico, paese dal ‟troppo cuore”, terra orgogliosa e fiera, oltraggiata e saccheggiata per secoli, che malgrado tutto rifiuta di arrendersi al dominio del nuovo colonialismo.

«Storia che emoziona e che mantiene sveglia la ragione in questo momento di sonno collettivo della società».

Un libro di martiri americani – Joyce Carol Oates (La nave di Teseo, 2025)

Sinossi: Luther Dunphy è un fervente cristiano evangelico di Muskegee Falls in Ohio, convinto di essere un “soldato di Gesù”, che Dio gli parli e che abbia scelto proprio lui per una missione: fermare il medico che da qualche mese pratica aborti in una clinica pubblica della cittadina. Augustus Voorhees è un medico progressista convinto da sempre che spetti alla donna il diritto di decidere per sé stessa e per questo pratica anche interruzioni di gravidanza. Quando, una mattina, Luther Dunphy spara a Augustus Voorhees e a un suo collaboratore, ammazzandoli, non mette fine solo alla vita del suo nemico e alla sua libertà, ma coinvolge e sconvolge per sempre anche la vita di entrambe le loro famiglie. Le mogli, ma soprattutto le figlie, dovranno per sempre fare i conti con quel giorno che ha cambiato le loro vite. Naomi, la figlia del medico, dovrà riuscire a ricostruirsi un futuro tra rabbia, odio, disperazione e assenza; Dawn, quella dell’assassino, cresciuta nella fede cieca del padre, dovrà fare i conti con le insicurezze, i dubbi e le responsabilità che ricadranno sulle sue spalle. Con la potenza narrativa che la contraddistingue, Joyce Carol Oates ci offre un ritratto profondo e impietoso dell’America contemporanea: una terra segnata da divisioni morali, politiche e sociali. Un’opera monumentale e profondamente umana, che dà voce e mette in scena l’eterna lotta tra compassione e fanatismo, giustizia e vendetta, odio e comprensione.

«Ci sono molti personaggi il cui punto di vista è approfondito dall’autrice, tanto da arrivare ad un finale inaspettato, umanissimo».

Un mondo altrove – Barbara Kingsolver (Neri Pozza, 2025)

Sinossi: Isla Pixol, Golfo del Messico, 1929. Harrison Shepherd nuota. In quel luogo tropicale, lontano dalla Virginia dove è nato, è sempre attratto dal mare, in particolare dalle misteriose insenature che chiamano cenotes, grotte effimere che si formano a seconda dell’umore delle acque e nascondono meraviglie. Un mondo nuovo, sfavillante di colori, pieno di bellezza liquida e silenzio. Lui riempie il tempo leggendo romanzi e osservando i movimenti delle maree. Anche se il mare non va sfidato, come gli ricorda Leandro, il cuoco della tenuta dove vive con sua madre e il nuovo patrigno: può essere fatale per un ragazzino di tredici anni che crede di saperne più di Dio solo perché legge tutto il giorno. Harrison ha da poco iniziato a riversare le sue fantasie in un diario, uno spazio tutto suo, una grotta nascosta negli anfratti di quel mare imprevedibile che è l’esistenza. Harrison non ne ha ancora idea, ma scrivere sarà il suo destino, il suo diario assumerà varie forme nel corso del tempo, delle sue varie vite. Vite in cui, dopo il mestiere di cuoco imparato da Leandro, diventerà aiutante di Diego Rivera, confidente di Frida Kahlo, segretario del loro illustre ospite clandestino, quel Lev Trockij esule a Città del Messico. Si ritroverà immerso nell’arte, nella rivoluzione, nella violenza. In un amore impossibile. Sarà voce narrante di anni bui e cruciali tra il Messico e gli Stati Uniti, dominati da venti politici impetuosi che lo trascineranno da nord a sud, in trame sempre abbacinanti, sospese tra verità e apparenza.

«Una scrittura lieve, colorata e potente ci conduce, attraversando luoghi, situazioni e personaggi fantastici e quasi irreali, a conoscere e comprendere gli anni bui e terribili tra Messico e Stati Uniti della prima metà del 900. Da leggere tutto d’un fiato».

Piccoli suicidi tra amici – Aarno Paasilinna (Iperborea, 2006)

Sinossi: Ci sono momenti in cui i ripetuti insuccessi, un matrimonio a rotoli, lo stress, la solitudine sembrano davvero troppo per conservare la voglia di vivere: non è meglio farla finita e andarsene da questo mondo che pare sempre meno «un luogo adatto all’uomo»? Seduto sui gradini di casa con una bottiglia di birra in mano, il direttore Onni Rellonen, imprenditore fallito, decide di dire basta a «quel suo vivacchiare privo di senso». Ma cosa succede se il fienile scelto per «il botto finale» è già occupato da un colonnello a riposo risoluto a mettere fine ai suoi giorni? Non ci saranno anche molti altri nelle stesse condizioni, con cui varrebbe la pena di spartire timori, rischi e spese, per un dignitoso suicidio collettivo? E così, caricati sulla Saetta della Morte, lussuoso pullman dotato dei più desiderabili comfort, trentatré selezionati aspiranti suicidi partono per un viaggio che li porterà da un capo all’altro dell’Europa alla ricerca del migliore strapiombo da cui lanciarsi nel vuoto. Sotto il comando del colonnello Kemppainen, frustrato da un’epoca «così profondamente pacifica», con l’assistenza di Rellonen e della fidata vicepreside Helena Puusaari, conturbante trentacinquenne dai capelli rossi con l’hobby di struggenti passeggiate nei cimiteri, la Libera Associazione Morituri Anonimi raccoglie i più disparati e folli personaggi, decisi, come il Vatanen dell’Anno della Lepre, a tagliare tutti i legami di un’esistenza che li ha delusi e maltrattati, per la libera avventura di un fatale Grand Tour, che diventerà presto il più gioioso manifesto della voglia di vivere. Dalle falesie di Capo Nord ai burroni del Furka, fino all’estrema punta dell’Algarve, tra spericolate avventure, amicizie, solidarietà e nuovi amori, la banda degli apprendisti suicidi sarà immancabilmente raggiunta dall’irriducibile nemico da cui ha tentato di fuggire: la vita. Perché «si può scherzare con la morte, ma con la vita no. Evviva!» Parola di Paasilinna.

«Pochi conoscono gli scrittori non giallista scandinavi, ma sono intelligenti e divertenti. Consiglio anche Jan Brokken, La malinconia del viaggiatore: questo per i più colti – ma Brokken sarebbe da leggere tutto».

La danza di Natasha. Storia della cultura russa (XVIII-XX secolo) – Orlando Figes (Einaudi, 2008)

Sinossi: La danza di Natasha di Orlando Figes spazia dagli splendori della Pietroburgo settecentesca all’epoca terribile della propaganda staliniana, dall’arte popolare ai magici rituali degli sciamani asiatici, dalla poesia di Puskin alla musica di Musorgskij e ai film di Ejzenstejn, riportando in vita una schiera infinita di artisti e aristocratici, rivoluzionari ed esuli, religiosi e libertini. Il libro di Figes trae il suo titolo dalla famosa scena di Guerra e pace, ove la bella e giovane contessa Natasha ode casualmente una melodia popolare e riconoscendo d’istinto il ritmo e i passi del ballo contadino, comincia a danzare. Declinando la ragione profonda del motivo poetico di Tolstoj, secondo il quale i russi sarebbero in fondo al cuore sempre e comunque sostanzialmente russi, Orlando Figes esplora gli impulsi spesso contraddittori e le forme di sensibilità diffusa che hanno dato vita a una delle dimensioni culturali piú ampie, originali e complesse del mondo.

«Perché non possiamo confondere il popolo russo con Putin, ma Putin deve rappresentare pure qualcosa per il popolo russo».

Finché durerà la terra – Giovanni Grasso (Rizzoli, 2026)

Sinossi: Autoironico e colto, ma irrimediabilmente maldestro, Noè Simenoni è un uomo irrisolto per colpa del destino che gli ha giocato brutti scherzi. Ex seminarista, conduce una vita dimessa, tenuta insieme con fatica, fatta di frustrazioni, conti che non tornano e responsabilità familiari: una sorella scapestrata, Valeria, e una nipotina gravemente malata, Greta, che per lui è una figlia a tutti gli effetti. Quando un potente cardinale lo convoca in Vaticano e gli propone un compito rischioso, ma ben retribuito, capisce che la sua esistenza e quella dei suoi cari potrebbe essere a un punto di svolta. Dovrà infiltrarsi in una misteriosa comunità, guidata da due improbabili veggenti, e ossessionata da un nuovo Diluvio, attorno alla quale ruotano e si intrecciano sentimenti genuini e condizionamenti psicologici, misticismo e interessi molto terreni. Nei panni di agente segreto al servizio di Sua Santità, sarà costretto a fingere e mentire, ad accettare continui compromessi con la sua coscienza e finirà per cacciarsi in un mare di guai.

«Una lettura scorrevole e avvincente tra misteri irrisolti, e risolti, visioni, umanità, con una vena ironica che attraversa tutto il racconto».

Nessuno è al sicuro. Storie vere e psicologia delle truffe online – Paola Russo (Casa editrice Prima Pagina, 2026)

Sinossi: Qualcuno potrebbe pensare: «a me non capiterà mai». Niente di più sbagliato: ognuno di noi potrebbe essere vittima di una truffa online, e questo "manuale esperienziale" parte proprio dall’esperienza delle persone truffate. Si parte analizzando la vicenda di Wanna Marchi e Stefania Nobile, che negli anni ’90 hanno truffato centinaia di persone vendendo sogni e amuleti. Nei capitoli successivi si parla di truffe sanitarie, truffe finanziarie, truffe sentimentali e furto di dati personali, fornendo importanti indicazioni per evitare di cascare nel tranello del truffatore e analizzando le falle cognitive sulle quali il truffatore, moderno illusionista, si basa. Non manca un riferimento alle scam cities, dove il truffatore diventa truffato a sua volta.

«Parte dalle esperienze dei truffati per raccontare la truffa e fornire gli elementi per non caderci. Parte da Wanna Marchi per raccontare poi truffe sanitarie (compresa la macchina di Majorana), sentimentali, schemi Ponzi, furto di dati e tanto altro con un linguaggio accessibile a tutti e senza colpevolizzare la vittima. Perché, ricordiamolo, “nessuno è al sicuro”, e ognuno di noi può essere truffato in un momento particolare della sua storia».

Gli altri sondaggi

La volta scorsa, abbiamo chiesto ai nostri lettori la loro opinione rispetto alle politiche migratorie dell’Ue, diventate un caso politico dolo la crisi di Ceuta. Per la maggior parte della nostra comunità, le politiche migratorie restrittive sono fallimentari e, se gestito adeguatamente, il fenomeno migratorio è positivo.

La settimana prima, abbiamo raccontato dell’introduzione di un incentivo alle famiglie che sovvenziona la retta delle scuole paritarie, e abbiamo chiesto ai nostri lettori se trovassero giusta questa misura. La maggior parte di loro la considera sbagliata, e preferirebbe che i finanziamenti pubblici si concentrassero sulla scuola pubblica.

Precedentemente, a seguito della condanna definitiva a Mario Roggero, abbiamo interrogato i nostri lettori sui limiti della legittima difesa e sull’adeguatezza dell’attuale quadro normativo in merito al tema.

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