Per la maggioranza, le politiche migratorie restrittive sono fallimentari: la migrazione è un fenomeno inevitabile e potenzialmente positivo. La diversità d’approccio fra i vari governi è causa di preoccupazione
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Con la recente ondata migratoria che ha colpito Ceuta – e che si dice potrebbe ripetersi il giorno di Ferragosto – in Europa si è tornato a parlare di con urgenza del tema dell’immigrazione.
Come non accadeva da tempo, la politica si è scontrata fra chi propone un approccio accogliente, e chi vede con sospetto l’arrivo di così tante persone, e quindi preferirebbe chiudere i confini. Quest’ultima è la posizione della premier Giorgia Meloni, che in Europa ha trovato un appoggio nella collega danese Mette Frederiksen. Anche il governo spagnolo, che affronta in prima linea l’emergenza di Ceuta, ha detto che tutti i migranti che sono arrivati irregolarmente saranno rimpatriati.
In merito a tutto ciò, nello spazio della newsletter Oggi è Domani, abbiamo chiesto ai nostri lettori se sono d'accordo con le politiche europee in tema di immigrazione.
Una situazione con cui fare i conti
Il parere condiviso della nostra comunità è che chiudere i porti e fermare gli ingressi siano politiche fallimentari. Un lettore sottolinea che il fenomeno della migrazione non può essere fermato, ma soltanto gestito: affrontare il tema «come qualcosa che deve essere solo impedito è semplicistico e fallace». Le ondate migratorie, continua, «sono una fase della storia umana e come tale inarginabili. Non ci è consentito sottrarci, chiudere il cancello e far finta che non ci riguardi. Dobbiamo accettarle e misurarci con esse». Un altro sostiene che «non è possibile bloccare le migrazioni, dobbiamo solo gestirle nel modo migliore», e sostiene che fare questo è possibile, poiché «in Italia e in Europa c'è posto per milioni di migranti».
Altri contributi si concentrano sui benefici che i flussi migratori possono avere per la nostra società, soprattutto in termini di ringiovanimento demografici. Uno ci scrive che, «per considerare solo il lato utilitaristico, Europa (e Italia) hanno bisogno di compensare l'invecchiamento della popolazione». Un altro sintetizza così: «L'Europa invecchia ed ha bisogno di forze nuove».
Il rischio per l’Europa
Molti lettori hanno anche commentato l’aspetto politico della questione. Come detto, gli Stati si sono spaccati sulle azioni da intraprendere per fronteggiare l’emergenza. In questo disaccordo, alcuni leggono un rischio per l’Unione europea, che rischia di sfilacciarsi se non trova un’unità di intenti su questo tema.
Un lettore nota che «i paesi europei sulla emigrazione non sanno che iniziative comuni intraprendere. Pertanto, Ceuta è diventata la scusa per confondere la loro incapacità». Un altro, preoccupato, scrive: «Le attuali posizioni, diverse tra i paesi, possono portare al dissolvimento dell’Ue, con ripercussioni gravissime per il nostro continente», e invoca una «voce autorevole che faccia capire» al continente le conseguenze politiche di questa condotta.
Sulla stessa linea, un lettore sostiene che «c'è l' impressione che ogni paese vada per conto suo. Le decisioni sembrano prese esclusivamente in ottica elettorale e non di risoluzione dei problemi». «Se l'Europa vuole continuare ad esistere servono politiche unitarie di gestione degli ingressi, non slogan e non hub in Albania o Ruanda, costosissimi e disumani», aggiunge.
Gli altri sondaggi
La volta scorsa, abbiamo raccontato dell’introduzione di un incentivo alle famiglie che sovvenziona la retta delle scuole paritarie, e abbiamo chiesto ai nostri lettori se trovassero giusta questa misura. La maggior parte di loro la considera sbagliata, e preferirebbe che i finanziamenti pubblici si concentrassero sulla scuola pubblica.
La settimana prima, a seguito della condanna definitiva a Mario Roggero, abbiamo interrogato i nostri lettori sui limiti della legittima difesa e sull’adeguatezza dell’attuale quadro normativo in merito al tema.
Precedentemente, abbiamo chiesto alla nostra comunità un parere sugli effetti dell’intelligenza artificiale sulla nostra psiche, e fino a che punto i benefici di questa tecnologia ne superano i rischi. Per molti di voi, la priorità resta difendere lo sforzo individuale e allenare la mente.
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