Non sarà facile per Eddie Brock scrollarsi di dosso l’etichetta di «cantante di TikTok», che per buona parte del pubblico di Sanremo lo rende ancora un oggetto piuttosto esotico.

L’operazione, del resto, è chiarissima e si inserisce in una linea ormai consolidata dai festival di Amadeus: forzare i confini di un evento storicamente tradizionalista – spesso anche un po’ retrivo – per intercettare un pubblico sempre più giovane.

In questo senso, la presenza di Eddie Brock all’Ariston ha perfettamente senso. È diventato famoso praticamente per un solo ritornello, trasformato in un trend virale sui social: «E lei è bellissima, ma non è te / Sì, è bellissima, ma non è te».

Resta da capire quanto questo azzardo convenga a lui, visto che sui social circolano anche alcune esibizioni dal vivo non proprio impeccabili per intonazione. Il dubbio è inevitabile: il rischio di bruciarsi non è forse troppo alto?

Gli avvoltoi

«È difficile che scrivo cose autobiografiche perché dopo un po’ mi annoio», ha raccontato alla vigilia del festival. «Tante volte prendo le storie delle altre persone e le faccio mie». È anche il caso di “Avvoltoi”, il brano di Sanremo.

Nasce dalla storia di un’amica e racconta un amore che non riesce a dichiararsi, o forse non vuole farlo fino in fondo. La paura di esporsi, e di andare davvero a fondo in un rapporto, finisce per trasformare l’intimità in qualcosa di superficiale: «ci si accontenta di condividere i corpi e non condividere i sentimenti», ha spiegato Brock.

Tutto intorno volano gli avvoltoi, che sono le persone che attendono che il rapporto si indebolisca e che la storia finisca.

ANSA
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Chi è Eddie Brock

Eddie Brock, nome d’arte di Edoardo Iaschi, è un cantautore romano classe 1997 cresciuto nel mondo underground. Prima di dedicarsi stabilmente alla musica ha fatto diversi lavori, dalle consegne alle attività legate al turismo, mentre coltivava la scrittura fin da giovanissimo, iniziando con la poesia e passando poi al rap e alla forma canzone.

Il suo nome d’arte è un riferimento al personaggio Marvel legato a Venom, simbolo di una doppia identità che tiene insieme quotidianità e tensione creativa. Dopo i primi progetti indipendenti, tra cui l’EP Roma dorme e l’album Amarsi è la rivoluzione, ha costruito un percorso cantautorale centrato su relazioni fragili e immaginario urbano, con Roma come sfondo ricorrente.

Oggi arriva al Festival nel momento di maggiore visibilità della sua carriera, e con quella domanda di fondo: vale davvero prendere uno scivolo per ritrovarsi sul palco più esposto d’Italia?

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