Venerdì 4 ore di pausa, il giorno dopo 8. Fino a domenica, con uno stop completo. È la sfida lanciata dagli studenti del Master Ipm dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per un uso consapevole delle piattaforme
In psicologia il flusso è uno stato di coscienza in cui la persona è completamente immersa in un’attività. Mente e corpo sono in perfetta armonia, gli stimoli esterni non vengono quasi percepiti. Il tempo si ferma. È ciò che prova uno sciatore in fase agonistica o uno scrittore che veda correre le proprie dita sulla tastiera, come avessero vita propria. Uno stato di concentrazione profondo, difficile da raggiungere quando il proprio tempo è scandito dalle notifiche del telefono. O quando la compulsione da scrolling è così radicata che non ci si accorge nemmeno più di aver aperto Instagram.
Il tema riguarda tutti e tutte: per questo gli studenti del Master IPM - Ideazione e produzione audiovisiva, cinematografica e per i media digitali dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano hanno lanciato una sfida che coinvolge persone di ogni età: scroll off Sunday. Stacchiamoci dai social. Almeno un po’. Almeno una domenica. «È un’iniziativa pensata e realizzata proprio dai ragazzi della Gen Z, che spesso vengono accusati di abusare dei social. Riflettere su come e quanto li usiamo, invece, dovrebbe essere un imperativo anche per gli adulti», spiega a Domani Linda Ovena, autrice e direttrice didattica del master. «L’idea è prendersi una paura per uscire, stare nella natura, vedere gli amici». E reimparare a stare nel flusso.
Alcune settimane fa, a Los Angeles, una sentenza storica ha dichiarato Meta e Google responsabili della dipendenza da social. Intanto negli anni i paper e gli studi accademici che attestano i rischi di un uso smodato si sono moltiplicati. Tra gli elementi ormai chiari, c’è l’effetto dell’astinenza: i sintomi sono analoghi a quelli delle dipendenze classiche. E allora analogo dev’essere anche il distacco: serve una disassuefazione graduale.
La sfida
Una riduzione a scalare. Si parte oggi venerdì 17 aprile con quattro ore di pausa. Si prosegue sabato con otto, fino ad arrivare allo stop completo domenica. Gli ideatori, 18 universitari tra i 21 e i 30 anni, futuri professionisti dell'industria dei contenuti, hanno pensato però a tutto: anche a offrire le alternative allo scrolling. Trasformando la pausa in un gioco: il bingo delle attività senza social. Leggere un libro, cucinare un nuovo piatto, fare una gita in giornata? La sfida è spuntare il maggior numero di caselle. E dimenticarsi dei social.
A presentarlo sono stati gli stessi studenti, che hanno studiato la comunicazione della challenge elaborando materiale video e foto e preparando i testi dei post per la promozione sui social dell'università. Privilegiando, come hanno sottolineato anche nella presentazione al Senato, una comunicazione mai urlata o colpevolizzante. «Nessuno di loro vuole puntare il dito verso chi li usa, né verso i social in sé», sottolinea Ovena.
Del resto gli studenti di comunicazione sono e saranno i primi fruitori delle piattaforme, anche come professionisti. «Il punto è interrogarsi sull’uso sano, e ricordarci che ogni tanto serve una pausa». Proprio come dal lavoro: se il telefono è il mio ufficio, devo ricordarmi di uscirne quando ho staccato. Magari per ritrovare un contatto con la natura: «Anche per questo l’iniziativa parte in primavera», spiega Ovena. Ed è pensata per ricorrere sempre in questo periodo: la terza domenica di aprile. Anche l’anno prossimo. Anche per te che stai leggendo.
Anche la nostra Alice Valeria Oliveri ha accettato la sfida dello scroll off, troverete nei prossimi giorni il suo racconto su Domani.
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