Lo ha deciso il Comitato del patrimonio mondiale nel corso della 48esima sessione a Busan, in Corea del sud, dal 19 al 29 luglio. Si tratta del «sistema dei teatri condominiali all’italiana del XVIII e XIX secolo nell’Italia centrale». Il ministro Giuli: «Accogliamo con orgoglio e soddisfazione»
Anche i teatri condominiali dell’Italia centrale sono patrimonio mondiale dell’Unesco. Lo ha stabilito il Comitato del patrimonio mondiale dell’Unesco nel corso della 48esima sessione a Busan, in Corea del sud, dal 19 al 29 luglio. Si tratta del «sistema dei teatri condominiali all’italiana del XVIII e XIX secolo nell’Italia centrale».
La candidatura è stata promossa dalla Regione Marche, con il coordinamento e il supporto tecnico-scientifico del ministero della Cultura, attraverso la Direzione generale Affari europei e internazionali, servizio Unesco. Ma alla candidatura hanno contribuito anche le Regioni Umbria ed Emilia-Romagna, insieme a diversi enti territoriali, come comuni e realtà locali del centro Italia.
Sono dieci i teatri iscritti: l’Angelo Mariani a Sant’Agata Feltria, il teatro Pergolesi di Jesi, il Ventidio Basso ad Ascoli Piceno e il Serpente Aureo a Offida. Ancora, il teatro dell’Aquila a Fermo, Lauro Rossi a Macerata, Feronia a San Severino Marche, Gentile da Fabriano nell’omonimo comune, il teatro Bramante a Urbania e, infine, il Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto.
«Accogliamo con orgoglio e soddisfazione la decisione del Comitato del Patrimonio mondiale dell’Unesco», ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. «Un riconoscimento straordinario alla qualità architettonica, urbanistica e culturale dell’Italia centrale», ha commentato con una nota la sottosegretaria Lucia Borgonzoni, aggiungendo di aver «seguito e promosso questa candidatura sin dal 2021», «nella convinzione che la rete dei nostri teatri storici nati dalla collaborazione tra istituzioni e comunità locali sia un modello identitario unico in Europa».
Per Borgonzoni le dieci strutture riconosciute raccontano l’evoluzione del teatro all’italiana: «Dalla sala a ferro di cavallo ai palchi sovrapposti, fino alle soluzioni scenografiche e acustiche avanzate. Testimoniano una rivoluzione civile». Quello che definisce «un patrimonio corale, che si distribuisce tra Marche, Umbria ed Emilia-Romagna».
Così l’iscrizione del sistema dei teatri condominiali «consolida il primo posto dell’Italia nella classifica dei siti Unesco», ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, «un primato che ci inorgoglisce e ci sprona a fare sempre di più e meglio». Questo riconoscimento, ha aggiunto, conferma l’Italia come «superpotenza culturale».
«62 siti riconosciuti, consolidando il proprio primato mondiale. Un risultato che ci riempie di orgoglio e che conferma il valore universale del nostro straordinario patrimonio», ha scritto il ministro degli Esteri Antonio Tajani su X.
Gli altri patrimoni dell’umanità
Il comitato Unesco riunito a Busan, fino a mercoledì 29 luglio, ha esaminato decine di candidature. Oltre ai teatri condominiali, sono stati aggiunti alla lista del patrimonio mondiale anche le spiagge dello sbarco del D-Day della Seconda guerra mondiale nel nord della Francia e il monte Olimpo in Grecia, dopo uno sforzo durato dodici anni da parte di Atene. Ancora, le antiche capitali giapponesi di Asuka e Fujiwara e il “Paesaggio migratorio di Boma-Badingilo” del Sud Sudan, teatro di una delle più grandi migrazioni di mammiferi terrestri al mondo e primo sito del paese a entrare nella patrimonio dell'umanità.
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