intervista

Zvyagintsev: «Sarebbe stato assurdo fare un film senza confrontarsi con la guerra contro l’Ucraina»

Il regista russo ha vinto il Grand Prix a Cannes con Minotaur: ispirato a Stéphane, una moglie infedele di Claude Chabrol, porta sullo schermo anche la mobilitazione bellica di Mosca. «In Russia non si può neppure pronunciare la parola “guerra”, per un regista russo contemporaneo sarebbe stato assurdo non confrontarsi con ciò che sta accadendo»

C’è stato un momento in cui Andrey Zvyagintsev non riusciva a muovere né le braccia né le gambe, e non aveva nemmeno la forza di premere il pulsante per chiamare un’infermiera. Oggi il regista russo di Leviathan e Loveless è tornato dietro la macchina da presa, dopo un Covid gravissimo e anni di esilio. Il suo nuovo film, Minotaur, ha vinto il Grand Prix a Cannes (e viene presentato anche alla Festa del cinema di Roma). Sarà la Francia a portarlo, paradossalmente, nella corsa agli Oscar. Costret