Tra proteste degli agricoltori e intenso dibattito politico, gli europarlamentari hanno scelto di prendere tempo sull’accordo di libero scambio Ue-Mercosur, con soddisfazione di chi al trattato si oppone: adesso, prima di un via libera o meno dell’Europarlamento, bisognerà aspettare il parere della Corte di giustizia. Oggi infatti, nella seduta in corso a Strasburgo, l’emiciclo ha deciso – con 334 voti a favore, 324 contrari e 11 astenuti – di approvare una risoluzione con la quale concorda di chiedere un parere alla Corte. Un risultato reso possibile dalle spaccature che si sono registrati nei vari gruppi parlamentari. 

La risoluzione, calendarizzata dalla Sinistra europea, gruppo nel quale siedono anche i 5 Stelle, contrari al Mercosur, e la cui proposta è stata sostenuta da 145 eurodeputati di 5 diversi gruppi politici, esprime una serie di preoccupazioni – tra le quali quella dell’effettivo rispetto del principio di precauzione europeo – e conclude incaricando «la sua presidente di prendere rapidamente le misure necessarie per ottenere il parere della Corte di giustizia».

L’accordo è stato pubblicamente contestato da un pugno di paesi, in testa ai quali la Francia, mentre il governo Meloni, dopo aver tergiversato nell’ultimo Consiglio europeo, ha infine dato il suo via libera.

Ora il Parlamento europeo – pur continuando i lavori sul tema – è tenuto ad attendere che la Corte si esprima prima di poter approvare o respingere l’accordo. Fonti dell’Europarlamento spiegano che la Commissione europea ha il potere di far comunque entrare in vigore l’accordo commerciale in via temporanea. 

LE REAZIONI

«Il voto del Parlamento europeo sul ricorso alla Corte di giustizia europea contro il Mercosur è una nostra vittoria, degli agricoltori e una clamorosa sconfitta personale di Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni. Ne prendano atto", è il commento della delegazione pentastellata al Parlamento europeo, mentre per la Lega è stato «bocciato l'operato di Ursula von der Leyen sul Mercosur. Ci ha pensato il voto della sua stessa maggioranza politica. Un operato che, da settimane, noi della Lega denunciamo come opaco nei metodi e inadeguato nei contenuti».

Per Fratelli d'Italia, invece, «ora dovremo lavorare ulteriormente per evitare il rischio che, a seguito del voto odierno, i risultati raggiunti vengano messi in discussione nella fase negoziale dei diversi provvedimenti». «Rammarico» viene espresso dall'eurodeputato del Partito democratico, Brando Benifei, a cui fa eco Giorgio Gori che definisce il voto «autolesionismo puro».

Il Partito popolare europeo invece chiede alla Commissione europea di procedere con l'applicazione provvisoria dell'accordo, a cui l'esecutivo europeo potrebbe tecnicamente fare ricorso in attesa del parere della Corte Ue. Per il momento palazzo Berlaymont non si esprime sulla possibilità, limitandosi a «deplorare fortemente» la decisione del Parlamento europeo. Sugli stessi toni il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, che attacca per la seconda volta il Parlamento europeo dopo il rimprovero in occasione del primo voto sulla semplificazione della due diligence, definendo il voto «deplorevole» e chiedendo a sua volta l'attivazione provvisoria.

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