I giudici della Corte di appello accorciano la durata dell’ineleggibilità, consentendo di fatto alla leader di correre alle presidenziali. Lei in diretta tv annuncia che lo farà «senza braccialetto» grazie al ricorso in Cassazione, sospensivo della pena: «Io e Bardella saremo il ticket che cambierà le cose in Francia»
Questo 7 luglio era la data estiva più attesa in Francia: è il giorno del verdetto in appello sulla ineleggibilità di Marine Le Pen, la fondatrice del Rassemblement National, e contestualmente la possibile abdicazione ufficiale della leader in favore di Jordan Bardella come candidato alle presidenziali del 2027. «Colpevole», certo, dicono i giudici, che però le lasciano di fatto la responsabilità della scelta se candidarsi all’Eliseo oppure abdicare in favore del delfino Bardella: la sentenza d’appello accorcia infatti la durata dell’ineleggibilità, così che non ricada sulle elezioni presidenziali del 2027. I quindici mesi stabiliti oggi in appello decorrono da marzo 2025 (data della sentenza di primo grado) e risultano di fatto già scontati.
Tuttavia alla leader del Rassemblement National resta da scontare un anno sotto braccialetto elettronico e lei aveva in precedenza detto di non trovare confacente una campagna elettorale condotta sotto questa condizione. Intervenuta al tg delle 20, ha annunciato in diretta tv che si candiderà per la quarta volta alle presidenziali e lo farà «senza indossare il braccialetto elettronico». Questo grazie alla decisione di ricorrere in Cassazione contro la sentenza e considerando che il ricorso è sospensivo della pena. «Bardella e io ci battiamo per la Francia, non abbiamo ambizioni personali. Lui, con la sua energia, sarà un eccezionale primo ministro, saremo un ticket che cambierà le cose in Francia».
La vicenda giudiziaria
La leader aveva tentato il processo in appello dopo che, nel marzo 2025, il tribunale di Parigi ne aveva decretato la ineleggibilità con effetto immediato (la cosiddetta «exécution provisoire», che vale già prima di attendere l’esito di un ricorso) per la durata cinque anni, oltre a due anni di braccialetto elettronico, l’esito effettivo di una condanna a 4 anni di prigione alla quale è stata applicata la condizionale.
In appello, la colpevolezza resta ma ora la condanna passa a 3 anni di prigione e – al netto della condizionale – un solo anno di braccialetto elettronico.
Oltre al tema dell’ineleggibilità – e della sua durata, perché solo entro i due anni dal 2025 della prima sentenza la leader potrebbe essere eletta nel 2027 – anche l’elemento del braccialetto è una variabile: Le Pen già prima del verdetto in appello ha dichiarato che si sarebbe rifiutata di condurre una campagna elettorale con braccialetto elettronico.
La vicenda giudiziaria riguarda quello che il tribunale di Parigi aveva stigmatizzato come «il sistema Le Pen», ovvero quel «système de détournement» – appropriazione indebita – che tra il 2004 e il 2016 aveva come perno i Le Pen, prima il padre, poi la figlia, e che dirottava al partito i fondi forniti dall’Europarlamento per gli assistenti.
La strategia lepeniana
La strategia della leader si era articolata in tre fasi: inizialmente si era mostrata inossidabile, sostenendo di voler andare avanti «fino alla fine» e di non rinunciare all’Eliseo, pur segnalando dall’inizio Jordan Bardella come suo delfino; poi aveva chiamato la piazza, con quella che su Domani avevamo definito come «una messa in scena repubblicana» e che di fatto conteneva anche un attacco ai giudici; infine, durante il processo d’appello, non potendo prendere le distanze dai fatti, aveva preso le distanze dalle intenzioni («Non intendevo commettere illeciti»).
Nel frattempo, in tutti questi mesi, Jordan Bardella ha costruito la strategia per l’Eliseo: una strategia «meloniana», come abbiamo scritto su Domani, e che si basa sulla normalizzazione, sul tentativo di agganciare i Popolari, la Cdu e il cancelliere tedesco, e sui contatti con l’establishment imprenditoriale.
Il tandem
«Alla vigilia di una decisione che conterà ben oltre un semplice appuntamento giudiziario, voglio rivolgermi a Marine Le Pen, alla militante, alla leader politica e all’amica che lei è», aveva scritto Jordan Bardella in un lungo tributo social, concludendo che «qualunque cosa ci riservino le prossime 24 ore, continueremo, con la stessa determinazione, con la stessa fedeltà verso coloro che contano su di noi. A te, Marine, voglio semplicemente dire questo: hai potuto contare su di me ieri, puoi contare su di me oggi e potrai contare su di me domani. Insieme, per tutti i francesi, fino alla vittoria».
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