Hanning è stato a capo dei servizi tedeschi fino al 2005, poi ha continuato a frequentare la politica. Una volta in pensione ha continuato a farsi passare materiale riservato
Contatti con almeno due servizi stranieri, senz’altro lo sfruttamento di informazioni riservate per la propria attività di consulenza. August Hanning, l’ex capo dei servizi segreti tedeschi, è stato arrestato ieri mattina: il dirigente, che ha guidato il Bundesnarichtendienst dal 1998 al 2005, si sarebbe fatto consegnare documenti riservati dopo il suo pensionamento e avrebbe utilizzato il contenuto per preparare un’analisi destinata a un agente appartenente ai servizi di un altro paese.
Se il documento sia stato effettivamente consegnato non è noto, ma senz’altro ci sarebbero stati contatti con un ulteriore agente di un terzo paese, con cui però Hanning non avrebbe parlato di carte riservate ma a cui avrebbe fornito consulenze a partire dalla sua lunga esperienza. Tra i documenti che l’ex direttore ha ricevuto ci sono anche i briefing che i servizi confezionano per la cancelleria negli appuntamenti periodici con il governo.
Dopo essere uscito dal Bnd, Hanning ha continuato a essere in contatto con dirigenti e politici di primo piano ed è stato anche sottosegretario all’Interno fino al 2009. In tempi recenti è stato scritto molto di lui per il suo lavoro nel settore delle consulenze e delle aziende di sicurezza: in un paio di casi, erano stati rivelati legami con la Russia.
Questa volta, però non sembra che i rapporti di Hanning con agenti stranieri riguardino il Cremlino: contemporaneamente all’ex direttore è stato arrestato il suo capo di gabinetto Manfred D., che a giudicare dal gran numero di carte secretate che gli ha trasmesso, è rimasto in ottimi rapporti con il suo ex superiore. D. successivamente è stato capo di gabinetto anche per alcuni altri direttori dei servizi, condizione comoda per avere accesso alle carte più riservate.
L’accusa
Hanning è accusato di spionaggio con pericolo per la sicurezza dello stato, rivelazione di segreti di stato, tentato alto tradimento e procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello stato. A colpire è però la modalità con cui è stata scoperta l’attività parallela del pensionato: una delle società in cui Hanning continua infatti a essere attivo, sedendo nel consiglio d’amministrazione, è la System 360 GmbH, un’azienda che offre servizi di sicurezza.
A lei si sarebbe rivolta Christina Block, ereditiera di una dinasty di proprietari di steak house accusata a sua volta del rapimento dei propri figli quando si trovavano da loro padre in Danimarca: si tratta di un caso di cronaca che ha appassionato la Germania, un litigio tra coniugi finito in una manovra assurda di Block. Per organizzare il colpo, la donna aveva contattato proprio la System 360, ma i tedeschi sono stati individuati e arrestati dalle autorità danesi prima di poter passare all’azione.
Insomma, alla fine non è stata l’azienda in cui lavora Hanning a rapire i bambini e consegnarli alla madre che li aspettava in Germania, ma una società israeliana attiva nello stesso settore. Resta il fatto che per accertare il ruolo dell’ex direttore nella vicenda, gli inquirenti sul caso Block hanno ordinato perquisizioni anche nella residenza privata di Hanning, dove hanno individuato i documenti riservati che si è fatto consegnare.
Il fatto che la presunta attività di spionaggio e scambio di informazioni con servizi stranieri sia emersa soltanto per caso non migliora le circostanze della vicenda. Sembra dunque quasi consolatorio che almeno non si tratti di infiltrazioni russe, com’era successo nel 2022, quando la ministra dell’Interno di allora, Nancy Faeser, aveva rimosso il capo del BSI, l’agenzia per la cybersicurezza, per i suoi legami con un’associazione collegata all’intelligence russa.
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