Il Pentagono dispone il rientro di 5mila uomini, circa il 14 per cento di quelli di stanza nel paese. Il governo Merz reagisce sottolineando la propria intenzione di subentrare nella difesa continentale: «L’Europa deve fare di più», dice il socialdem Pistorius
«Era prevedibile». Così il governo tedesco si schermisce, dopo che l’ennesimo annuncio di Donald Trump sull’uscita di 5mila soldati americani dal territorio tedesco impone un riassetto all’Europa. Non c’è solo il gioco al rialzo sui dazi, rivolto non a caso anzitutto alle automobili tanto care a Berlino, ma pure la prosecuzione degli scossoni nella sfera della sicurezza.
Il crescendo di annunci
Da tempo è un corso un riequilibrio, tra disimpegno Usa in Europa e Germania che si prepara a «guidare la sicurezza del continente» (Merz dixit). La guerra in Iran innesca l’accelerazione trumpiana: dopo che alla Casa Bianca il cancelliere si era detto «totalmente in sintonia» con Usa e Israele, il protrarsi del conflitto a danno dell’economia tedesca lo aveva spinto a dichiarazioni più prudenti – anzitutto la segnalazione sulla mancanza di una «strategia» dell’amministrazione Usa, poi i riferimenti all’«umiliazione» subìta dagli Stati Uniti in Iran – con Trump in agguato pronto a ribattere, come ha fatto, che gli alleati lo hanno deluso.
Già a metà della scorsa settimana, il presidente Usa è andato all’escalation retorica, anzitutto su Truth come suo solito. «Gli Stati Uniti stanno attualmente esaminando e valutando una possibile riduzione della presenza militare in Germania. Una decisione è attesa a breve». Poi le minacce commerciali – specialmente quel 25 per cento sulle auto che è un colpo diretto a Berlino – e nelle ultime ore l’annuncio del ritiro di 5mila soldati Usa.
Il 14 per cento in meno
Il Pentagono ha quindi fatto sapere di aver disposto il rientro di 5mila soldati statunitensi. Come ricostruisce bene Deutsche Welle, si tratta di uno spicchio di circa il 14 per cento dell’ammontare complessivo, che si aggira tra i 35 e i 39mila soldati americani, ai quali vanno aggiunti i 13mila dell’aviazione. I principali siti sono una ventina e sono concentrati perlopiù nel sud del paese.
«Ora Trump sta ritirando 5mila soldati statunitensi dalla Germania. Ma ovviamente non dalle basi di cui gli Stati Uniti hanno bisogno per le loro missioni globali. Ma dalle unità la cui presenza aiuta Germania ed Europa a dissuadere Vladimir Putin dall'attaccare il fianco orientale della NATO», nota Christoph von Marschall commentando l’annuncio su Tagesspiegel.
Insomma quello spicchio del 14 per cento non significa che Trump utilizzerà di meno l’Europa per le proprie operazioni, ma che la sta indebolendo sul versante europeo stesso.
La reazione del governo
Boris Pistorius, il socialdemocratico che guida il ministero della Difesa nel governo Merz (coalizione Cdu-Csu-Spd), ha dichiarato che «il ritiro delle truppe statunitensi dall'Europa e anche dalla Germania era prevedibile», sintonizzandosi con il riassetto generale e insistendo che «noi europei dobbiamo assumerci una maggiore responsabilità per la nostra sicurezza».
«Con gli americani cooperiamo in modo stretto a Ramstein a Grafenwoehr, e a Francoforte per la pace e la sicurezza in Europa, per l'Ucraina e per la deterrenza comune».
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