L’esposizione “Just Human - Come nasce un cittadino europeo”, inaugurata a Strasburgo e promossa dall'eurodeputato di Fratelli d'Italia Paolo Inselvini e curata da Pro Vita & Famiglia. Proteste della sinistra, la presidente di The Left Manon Aubry chiede a Roberta Metsola «la rimozione di questa mostra vergognosa»
Un sorriso e una mano posta sul manifesto dell’evento. Poi i video dell’allestimento, pubblicati sui profili social, correlati da uno strano sgomento: «[...] già in questi minuti vediamo facce disgustate e non sappiamo da che cosa, dato che facciamo solo vedere un bambino nelle prime fasi del suo sviluppo». A parlare è l’eurodeputato di Fratelli d'Italia, Paolo Inselvini, che insieme agli antiscelta di Pro Vita & Famiglia ha promosso e inaugurato, all’Europarlamento di Strasburgo, la mostra “Just Human - Come nasce un cittadino europeo”.
«Una mostra vergognosa»
La mostra inaugurata contiene quattordici tazebao sulle fasi dello sviluppo dell’embrione, per poi avvalersi anche della parte video. La consueta nenia del filmato Baby Oliver, feticcio creato e riproposto in tutte le piazze dagli antiscelta dell’associazione Live Action; poi importato nelle campagne contro l’aborto dagli amici e dalle amiche nostrane di Pro vita & famiglia.
«Una mostra vergognosa», hanno tuonato da subito le sinistre europee. «L'aborto è un omicidio. È questo, in sostanza, il messaggio che il Parlamento europeo sta diffondendo nei propri corridoi attraverso una mostra contraria alla libertà di scelta, la quale sostiene che l'embrione sia una vita umana fin dal concepimento», scrive sui social la presidente di The Left, Manon Aubry, che afferma di essersi rivolta alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, per chiedere «la rimozione di questa mostra vergognosa», la cui locandina raffigura un feto nella pancia di una donna e la scritta “Il miracolo della vita”.
Anche le europarlamentari italiane si sono mobilitate contro la messa a disposizione di una sala per la mostra. La prima a fare dichiarazioni pubbliche è stata la dem Alessandra Moretti, con un video su Instagram in cui si fa riprendere davanti alla mostra: «Sono sconvolta da questa mostra organizzata al Parlamento europeo da un deputato italiano di Fratelli d’Italia, che calpesta il diritto delle donne a scegliere del proprio corpo e decenni di battaglie per la parità di genere».
Moretti, nel video, ricorda anche le battaglie della compianta Emma Bonino: «Ieri, proprio qui, abbiamo raccontato le sue battaglie, come la sua grabde battaglia per il diritto all’aborto. Bonino va ricordata non con gli applausi, ma con scelte concrete, e questa mostra è anche contro la sua memoria». Le battaglie che Moretti ricorda non sono custodite gelosamente nella mente e nelle politiche di Fratelli d’Italia, dettate più dall’agenda delle compagini antiabortiste. La provocazione odierna, infatti, arriva a meno di un anno del sì del Parlamento europeo alla risoluzione per l'aborto sicuro e accessibile, promosso dall'iniziativa dei cittadini europei di My voice, my choice. Questo, invece, è l’ennesimo evento che vede unite le destre e le reti antiscelta nelle comuni battaglie, quelle contro i diritti: dal fine vita, passando per le reiterate lotte contro l’Interruzione volontaria di gravidanza (Ivg), fino alla recente contrarietà all'educazione sessuo-affettiva nelle scuole.
Attacco al diritto all’aborto
Ciò che preoccupa è che il sodalizio venga consacrato in luoghi che di certo non sono neutri. Preoccupa che, ancora una volta, venga permesso ai negazionisti della libertà di scelta di utilizzare uno spazio istituzionale per rimarcare politiche becere sui corpi delle donne.
«L’ennesima dimostrazione dello sprezzo delle destre, alleate con gli antiscelta, nei confronti delle istituzioni – commenta Federica di Martino, psicologa e psicoterapeuta del progetto "Ivg, ho abortito e sto benissimo” – a maggior ragione dopo il voto delle istanze di My voice, my choice, sono una ferita alla democrazia, nei luoghi che dovrebbero rappresentare un faro, un presidio di cura e attenzione sui diritti delle persone».
Dello stesso avviso anche l’eurodeputata di Alleanza verdi e sinistra (Avs), Ilaria Salis: «È disgustoso e gravissimo che il Parlamento europeo ospiti una “mostra” di questo genere, nella quale si arriva a sostenere che l’aborto sia un omicidio, insultando così milioni di donne in tutto il mondo».
«Fratelli d’Italia, insieme all’associazione antiscelta e con il complice silenzio-assenso degli altri gruppi di centro-destra e destra, porta dentro le istituzioni europee un attacco frontale al diritto all’aborto: una fondamentale conquista di civiltà, ottenuta grazie alle lotte delle donne e sancita dalla volontà della cittadinanza italiana». Anche Salis ricorda che, nel dicembre del 2025, il Parlamento Europeo ha votato - rispondendo a una petizione che ha raggiunto oltre un milione di firme – «una risoluzione a sostegno dell'iniziativa My voice, my choice, con 358 voti favorevoli per l’aborto sicuro e legale».
La Presidenza del Parlamento europeo «dovrebbe intervenire immediatamente. È inaccettabile che gli spazi dell’istituzione vengano utilizzati per fare propaganda oscurantista e per mettere in discussione i diritti e la libertà di scelta delle donne». Poco importa agli scudieri delle battaglie degli antiscelta. Eppure quella mostra, lesiva della dignità delle donne e delle loro libere scelte, «non sarebbe dovuta essere autorizzata – conclude Di Martino – Non possiamo tollerare queste ingerenze nei luoghi della salute, né tantomeno in quelli della cittadinanza attiva e delle istituzioni europee».
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