La referente federale Sophie Koch non ha ancora avuto nemmeno occasione di incontrare il cancelliere: eppure, dal 2015 i casi di violenza contro la comunità sono decuplicati. Il governo però, sembra poco interessato a occuparsene
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All’inizio della legislatura, scrive lo Spiegel, in tanti si sono stupiti che il nuovo governo abbia tenuto la referente federale per le questioni Lgbtq+. Sembrava una tematica poco affine alla linea tratteggiata da Cdu e Spd nel contratto di governo, perciò qualcuno si è chiesto che senso avesse tenere un incarico del genere. Poco più di un anno dopo, continua il settimanale, è evidente che l'istituzione della figura di riferimento per il governo non equivale a un’attenzione attiva alla materia.
Tradotto: il fatto che Sophie Koch abbia questo incarico non significa che i suoi scambi con il governo siano davvero fruttuosi o quantomeno frequenti. Molto più spesso la giovane deputata socialdemocratica lavora infatti per il proprio territorio al Bundestag o al parlamentino di Dresda, dove è consigliera regionale.
Nel frattempo, nel primo anno di legislatura la presidente cristianodemocratica del Bundestag Julia Klöckner ha preferito non concedere spazio alla bandiera arcobaleno sul tetto del parlamento per il Christopher Street Day, giornata di riferimento per la comunità in Germania – quest’anno invece l’ha fatto – e il governo ha deciso di sottoporre la legge di autodefinizione, che facilita l’adeguamento del nome e del genere all’anagrafe, a una valutazione formale nonostante sia in vigore da meno di due anni. È invece parcheggiata al Bundestag una legge già approvata dall’altra camera, il Bundesrat, che prevede l’inclusione delle persone queer nell’articolo della Costituzione che prevede il divieto di discriminazione. Ferma anche la legge per facilitare il riconoscimento della genitorialità per le coppie omosessuali.
Koch stessa non ha ancora avuto nemmeno occasione di incontrare il cancelliere. Eppure la questione Lgbtq+ è all’ordine del giorno: rispetto al 2015 i casi di violenza contro la comunità si sono decuplicati. Anche alle manifestazioni locali spesso vengono segnalate aggressioni dall’estrema destra. Per Koch c’è bisogno di un impegno maggiore da parte della polizia, anche attraverso la creazione di persone di riferimento per questo tema specifico a cui chi ha bisogno può rivolgersi. Difficile però che ci possano essere passi avanti nel breve termine, considerate anche le tensioni della responsabile queer con la ministra della Famiglia Karin Prien.
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