Circolare, non c’è niente da vedere. E soprattutto da commentare, specie se sono questioni che non ti riguardano e che vengono usate solo per strumentalizzare. Si potrebbe riassumere così l’affondo di Emmanuel Macron nei confronti di Giorgia Meloni, rea – secondo il presidente francese – di essere intervenuta sul caso di Quentin Deranque, il giovane ucciso a Lione da estremisti di sinistra.

L’affondo di Macron contro Meloni

«Sono sempre sorpreso dall’osservare che le persone nazionaliste, che non vogliono essere disturbate in casa loro, siano sempre le prime a commentare cosa succede in casa altrui», ha dichiarato Macron, quando dei cronisti a New Delhi – dove è in visita – gli hanno domandato delle frasi di Meloni. La premier italiana, infatti, mercoledì 18 febbraio aveva pubblicato sui suoi social un post parlando dell’assassinio del ragazzo francese 23enne. 

«Un fatto che sconvolge e addolora profondamente», lo ha definito Meloni, «la morte di un ragazzo poco più che ventenne, aggredito da gruppi riconducibili all’estremismo di sinistra e travolto da un clima di odio ideologico che attraversa diverse Nazioni, è una ferita per l’intera Europa». Per la presidente del Consiglio «nessuna idea politica, nessuna contrapposizione ideologica può giustificare la violenza o trasformare il confronto in aggressione fisica. Quando l’odio e la violenza prendono il posto del dialogo, a perdere è sempre la democrazia».

Per questo il presidente francese, sibillino, ha poi concluso la sua risposta ai giornalisti con un eloquente: «Che ognuno resti a casa sua e le pecore saranno ben custodite». Ovvero: Meloni pensi agli affari suoi, che a fare i nazionalisti siamo capaci anche in Francia.

La reazione di Palazzo Chigi

Tempo un’ora dalle parole di Macron e da Roma è arrivata una reazione. Fonti di Palazzo Chigi, infatti, hanno riferito che le dichiarazioni del presidente francese sono state accolte «con stupore». Per poi sottolineare come Meloni «ha espresso il suo profondo cordoglio e la sua costernazione per la drammatica uccisione del giovane Quentin Deranque e ha condannato il clima di odio ideologico che sta attraversando diverse nazioni europee». 

«Dichiarazioni che rappresentano un segno di vicinanza al popolo francese colpito da questa terribile vicenda e che non entrano in alcun modo negli affari interni della Francia» continua la nota informale giunta dagli uffici della premier. 

Le parole di Meloni

Nel pomeriggio sono arrivate altre dichiarazioni risentite da parte del governo italiano, come quelle del ministro Antonio Tajani. Ma è solo in serata che la stessa Meloni è intervenuta direttamente, intervistata su SkyTg24. «Io vedo un clima che non mi piace, lo vedo in Italia, lo vedo in Francia, lo vedo negli Stati Uniti. Ho commentato anche l’omicidio di Charlie Kirk quando fu, e non perché ci sia volontà di ingerire nei fatti altrui, ma perché credo sia una riflessione che le classi dirigenti devono fare su come si combatte un clima che può riportarci indietro di qualche decennio, una storia che l’Italia ha vissuto molto bene e che tra l'altro la Francia conosce molto bene, avendo dato asilo politico a fior fiore di brigatisti rossi per qualche decennio. Quindi voglio dire, io non l'ho vissuta come un'ingerenza».

E poi, ancora: «Francamente mi ha molto colpito questa dichiarazione di Macron, non me l'aspettavo. Punto primo, perché la mia riflessione non è nello specifico sulla Francia. Io ho fatto una riflessione nella quale credo, su come si sta polarizzando nelle grandi democrazie occidentali particolarmente lo scontro politico».

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