l deputato di Avs ha denunciato un «clima d’odio» con intimidazioni rivolte anche alla propria famiglia. Intanto in Francia salgono a undici i fermati per l’omicidio del militate di estrema destra Quentin Deranque. Evacuata per un allarme bomba la sede del partito La France Insoumise
Il clima avvelenato dall’omicidio del giovane militante di estrema destra Quentin Deranque a Lione arriva fino in Italia. A farne le spese questa volta è il leader dei Verdi, Angelo Bonelli, che nella mattinata di martedì ha denunciato – con un post sul social X – le minacce di morte ricevute. Che non risparmiano questa volta neanche la famiglia del deputato.
«Ho ricevuto lettere con minacce, insulti, anche con foto della mia famiglia, e ho trovato mie immagini segnate da croci sulla porta di casa», ha scritto Bonelli. Durante la seduta alla Camera, il deputato è intervenuto chiedendo un’informativa urgente al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e denunciando – sventolando i fogli con le minacce ricevute - il «clima di pericolo» che ormai aleggia nel paese.
Odio social
Non è la prima volta che il leader dei Verdi viene minacciato. Ma questa volta la questione è diversa perché non è conseguenza di sue denunce o battaglie fatte sul territorio, ma di una campagna mediatica della destra sui social che hanno associato il partito Alleanza Verdi Sinistra agli estremisti accusati del pestaggio mortale avvenuto in Francia.
Questa sovraesposizione è direttamente collegata a post pubblicati persino da leader della maggioranza di centrodestra. «Gravissimo leggere di leader di partito che mettono il simbolo di Avs sopra l'immagine dell'efferato omicidio di Quentin», ha detto riferendosi ai post del vicepremier Matteo Salvini e del partito di Fratelli d’Italia in cui si allude a una presunta connivenza di Avs nell’omicidio del giovane ventitreenne di destra colpito a morte da militanti di estrema sinistra a margine di una manifestazione.
L’accusa mossa dal leader del Carroccio riguarda la presenza nei fascicoli dell’inchiesta di alcuni attivisti che sarebbero stati ospiti a Roma durante iniziative riconducibili ad aree del partito di Bonelli e Fratoianni, insieme ad alcuni centri sociali. Nel post si fa riferimento ai rapporti con il deputato di La France Insoumise (Lfi) Raphaël Arnault: fondatore di Jeune Garde, un collettivo militante antifascista di estrema sinistra, e premiato il 12 ottobre 2024 dal presidente dell'VIII municipio del Comune di Roma, Amedeo Ciaccheri di Avs.
Nulla quindi che giustifichi concretamente le accuse di fiancheggiamento al pestaggio di Lione. Ma tanto è bastato a scatenare l’odio nei confronti di Bonelli: «Prenderemo a martellate i vostri figli», «Vi spareremo in testa e vi faremo spappolare il cervello» sono solo alcune delle minacce ricevute dal leader verde.
«Noi ci sentiamo bersagli», ha detto in aula Bonelli, menzionando il collega e alleato di partito Nicola Fratoianni. Vittima anche lui di minacce di morte. Entrambi hanno già presentato denuncia per le intimidazioni subite. Ora sarà la procura a capire l’area di provenienza.
Del resto la tensione è alle stelle da ormai metà dicembre. Da quando cioè il Viminale ha deciso di sgomberare il centro sociale di Torino Askatasuna. Da lì la destra, con il governo in prima fila, ha avviato una campagna di criminalizzazione di tutti i movimenti vicini ad Avs.
Non solo: dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio ai sovranisti duri e puriv hanno rievocato tempi bui del terrorismo brigatista. Hanno parlato di nuove Br, di terrorismo rosso. Insomma nulla che andasse nella direzione di distendere gli animi.
Le indagini
Intanto la situazione in Francia rimane tesa dopo l’omicidio del 14 febbraio scorso. Sempre nella mattinata di martedì, la sede nazionale del partito della sinistra francese La France Insoumise, nel 10/o arrondissement di Parigi, è stata evacuata in seguito a un allarme bomba. Fermata nelle stesse ore anche una coppia per l’inchiesta sulla morte di Quentin Deranque. Salgono così a undici le persone poste in stato di fermo dalla procura di Lione guidata da Thierry Dran.
Tra queste risultano esserci anche Jacques-Élie Favrot, assistente parlamentare del deputato di estrema sinistra Arnault, e Adrian B., ex membro della Jeune Garde antifasciste, fondata proprio da Arnault e poi sciolta nel 2025.
Le tensioni sociali scaturite dopo l’omicidio si sono inevitabilmente riflesse anche sulle alleanze politiche. Le presidenziali francesi si terranno tra un anno e, dopo questo episodio, l’estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon appare ancora più isolata. L’ultimo a smarcarsi è un peso massimo della politica transalpina: François Hollande. L’ex presidente socialista ha definito la relazione tra il partito socialista (Ps) e La France Insoumise «totalmente rotta».
Un duro colpo che incrina di molto il fronte anti-Le Pen per la corsa all’Eliseo. Ma soprattutto balcanizza ancora di più la sinistra francese dopo le accuse provenienti dal ministro dell’Interno Laurent Nuñez: «È evidente che è stata l’estrema sinistra ad agire».
Intanto sui social alcuni attivisti di estrema destra hanno diffuso i nomi dei presunti colpevoli del pestaggio che secondo la procura ha portato alla morte di Deranque. Il rischio ora – in Francia come in Italia – è che lo scontro politico divampi in un caos generalizzato. Per questo Bonelli ha lanciato un appello alla non violenza che «impedisce a chi ha una strategia di criminalizzare il dissenso di mettere all’angolo la democrazia». Rivolgendosi ai giovani, ha concluso: «Non cadete nella trappola della violenza».
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