Lo scrutinio assegna una vittoria larghissima dei no al referendum, quasi al 70%. Respinta l’interpretazione più rigida della norma che avrebbe comportato anche lo stop elvetico alle sanzioni alla Russia
Gli elettori della Svizzera hanno respinto la proposta di iscrivere nella Costituzione un principio di neutralità più rigido. Lo scrutinio parziale della votazione avvenuta vede prevalere i “no” con oltre il 68 per cento. L'iniziativa, volta ad adottare una prassi più restrittiva in materia di neutralità, era sostenuta dall'Unione democratica di centro (Udc), partito della destra conservatrice elvetica. Lo scopo era quello di iscrivere nella Costituzione un concetto di neutralità «permanente e armata» in opposizione all'attuale politica di neutralità flessibile, che attribuisce un margine di manovra al Consiglio federale, soprattutto nell'adozione di sanzioni contro Stati belligeranti.
L'iniziativa sulla neutralità è stata bocciata anche nel Canton Ticino, a maggioranza italofona, ma qui i "No" hanno prevalso di stretta misura, con il 51,75 per cento.
La posta in gioco
Se avesse vinto il sì, si sarebbe spalancata la strada a una modifica costituzionale che avrebbe previsto anche il divieto di aderire ad alleanze militari o difensive nonché della collaborazione con paesi o organizzazioni straniere e il divieto di partecipazione a scontri militari tra Stati terzi e il divieto di adozione di misure coercitive contro Stati belligeranti, ad eccezione delle sanzioni previste dall’Onu. L’effetto immediato sarebbe stato la rimozione delle sanzioni contro la Russia, l’uscita da ogni coordinamento strategico con l’Alleanza atlantica, l’impossibilità definitiva di reagire a violazioni del diritto internazionale o a crimini di guerra.
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