La procura federale tedesca ha accusato le autorità ucraine di essere dietro al sabotaggio dei gasdotti Nord Stream. Il 30 giugno 2026 il cittadino ucraino Serhii K. è stato accusato davanti al Tribunale regionale superiore anseatico di Amburgo per «complicità in un crimine di guerra consistente in un attacco contro beni civili» e «per avere provocato un’esplosione», «distrutto strutture» e per interruzione di pubblico servizio «su richiesta delle autorità ucraine». 

Nell'atto d'accusa si sottolinea inoltre che «nel 2022, Serhii K. era un ufficiale dell’esercito ucraino. In seguito allo scoppio della guerra di aggressione russa lui e altri membri del personale militare hanno elaborato un piano per distruggere i gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2, che dalla Russia attraversano il Mar Baltico fino a Lubmin, in Germania». L'obiettivo, secondo la procura federale tedesca, «era quello di interrompere definitivamente le forniture di gas attraverso i gasdotti e impedire alla Russia di utilizzare i proventi del commercio di gas naturale per finanziare i propri sforzi bellici».

La ricostruzione

«Gli esplosivi sono esplosi il 26 settembre 2022 e hanno danneggiato gravemente entrambi i gasdotti» continua il comunicato. «Prima dell’attentato, Nord Stream 1 portava in Germania la metà del fabbisogno annuo di gas naturale necessario al paese». L’accusato K., arrestato a Rimini ad agosto 2025, è stato estradato in Germania a novembre dello stesso anno. 

Già in quell’occasione, per evitare di essere giudicato dalle autorità tedesche, K. si era rivolto al tribunale federale, che però aveva respinto il suo ricorso. Tra le ragioni addotte proprio quella che riguardava i mandanti del gesto: secondo il giudice, l’attentato sarebbe stato verosimilmente «commissionato da un paese estero», ossia nell’ambito di un’operazione dei servizi segreti ucraini. 

© Riproduzione riservata