La nuova protesta antigovernativa di Belgrado è finita nella notte con scontri tra manifestanti e polizia, 23 arresti e un numero ancora imprecisato di feriti. La manifestazione, convocata dalle organizzazioni studentesche, si era svolta pacificamente nella centrale piazza Slavija, dove migliaia di persone erano scese in strada per chiedere elezioni anticipate e contestare il governo del presidente Aleksandar Vucic.

Le stime sulla partecipazione restano molto diverse. La polizia ha parlato di circa 34.300 manifestanti, mentre fonti indipendenti hanno indicato una presenza superiore alle 100mila persone. Secondo Arhiv javnih skupova, un’organizzazione indipendente di giornalisti e intellettuali specializzata nel conteggio delle manifestazioni, in piazza c’erano tra 180mila e 190mila persone: la seconda più grande protesta in Serbia dalla caduta di Slobodan Milosevic nel 2000.

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I disordini sono scoppiati davanti al Parlamento, dove erano schierati numerosi agenti e sostenitori di Vucic. La polizia ha usato gas lacrimogeni dopo il lancio di oggetti, petardi e fumogeni da parte di alcune persone incappucciate, dalle quali sia i manifestanti sia le autorità hanno preso le distanze.

Il ministro dell’Interno serbo Ivica Dacic, citato dall’agenzia Beta, ha detto che «tutti coloro che hanno attaccato la polizia saranno identificati e perseguiti». Ha aggiunto che diversi agenti sono rimasti feriti, senza precisare il numero né la gravità delle lesioni.

Le associazioni studentesche che avevano convocato la protesta hanno invece denunciato che decine di manifestanti sono stati picchiati durante la notte. Diversi di loro, compresi alcuni accademici, sono stati curati in strutture mediche.

Il movimento di protesta è nato nel novembre 2024, dopo il crollo di una pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad, che provocò 16 morti. Da allora, la tragedia ha alimentato l’indignazione pubblica contro quella che i manifestanti definiscono la corruzione endemica delle autorità.

Le prossime elezioni regolari sono previste alla fine del 2027, ma la piazza chiede un voto anticipato. Vucic, partito nella notte per una visita ufficiale di cinque giorni in Cina, ha commentato gli scontri con un video pubblicato su Instagram. Secondo il presidente serbo, gli studenti hanno mostrato «la loro natura violenta» e dovrebbero capire che «anche coloro che non la pensano come loro sono esseri umani».

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