Un raid russo ha centrato un distributore di benzina nei pressi del valico doganale di Yahodyn, tra Ucraina e Polonia, scatenando un vasto incendio. Le informazioni raccolte indicano che il bersaglio del raid potrebbe infatti non essere stato casuale.

Il settimanale tedesco Der Spiegel e il Financial Times hanno rivelato che su quel tragitto stavano viaggiando diverse personalità europee di primo piano, tra cui il consigliere tedesco per la politica estera e di sicurezza Günter Sautter, il deputato del Bundestag Robin Wagener e l'ex primo ministro britannico Boris Johnson, di ritorno dalla conferenza annuale Yalta European Strategy (YES) a Kiev. La delegazione diplomatica è stata evacuata dal centro di monitoraggio ucraino appena 15 minuti prima che l'aeromobile a pilotaggio remoto centrasse il convoglio.

Il ministero della Difesa russo ha rivendicato gli attacchi, sostenendo di aver colpito infrastrutture ferroviarie utilizzate per il trasporto di forniture militari dall'Europa. Tuttavia, la dinamica e la tempistica del raid — contro un treno passeggeri in uscita dall'Ucraina — suggeriscono una chiara manovra d'intimidazione tattica. Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha definito l'attacco «il terrore russo che bussa alle porte della Nato», mentre il portavoce del Comando operativo delle forze armate polacche, il tenente colonnello Jacek Goryszewski, ha sottolineato che la minaccia rappresentata dalle provocazioni di Mosca è ormai «reale e imminente».

A commentare l’episodio al Corriere della Sera anche il consigliere diplomatico di Giorgia Meloni Fabrizio Saggio, a sua volta su un convoglio vicino: «È chiaro che i russi sapevano esattamente chi stava dove, in quale treno e forse anche in quale vagone» ha detto, l’advisor per la sicurezza nazionale. Saggio ammette che «quanto è accaduto se non ti fa paura, comunque ti invita a riflettere, fa un certo effetto». E ancora: «Prima hanno fermato il treno per un allarme aereo — racconta Saggio ai suoi consiglieri — e siamo rimasti fermi vicino al confine, poi quando l’allarme è rientrato e siamo arrivati in territorio polacco hanno colpito il treno che ci seguiva».

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