Una mobilitazione record. Ancora più per quanto riguarda il voto dei giovani: al referendum sulla riforma della giustizia hanno votato il 67,3 per cento degli aventi diritto nella fascia 18-34. Sono quasi otto punti di affluenza oltre la media. Per altro, si tratta di elettori che hanno votato No nel 60 per cento dei casi: anche qui, si tratta di un risultato oltre la media, visto che nel risultato complessivo il No si è fermato a quota 54 per cento.

Nell’analisi del voto, Youtrend attribuisce la grande mobilitazione dei giovani a un voto “on demand”: si registra una partecipazione alta su singole questioni, che non corrisponde però a un’adesione partitica stabile. Per la stessa ragione non è detto che il voto – anche quello dei giovani – si trasferisca direttamente alla coalizione del centrosinistra.

Resta però l’impressione che il voto giovanile sia più spostato a sinistra per una serie di ragioni, non ultime cause meglio presidiate e tradizionalmente più organiche alle opposizioni come la difesa di Gaza e dei palestinesi. Alle grandi manifestazioni dei mesi scorsi, che spesso hanno visto anche la partecipazione di esponenti del centrosinistra, i giovani hanno partecipato con grande slancio.

Il trend

L’impegno si riflette nei numeri: nella fascia 18-29 anche alle elezioni europee del 2024 il Pd è stato la forza principale, con il 18 per cento. Seguono Movimento 5 stelle – al 17 per cento – e Avs, al 16 per cento. Fratelli d’Italia arriva appena quarto, conquistando il 14 per cento dei giovani. Ancora più lontani Forza Italia (9 per cento), Azione (6 per cento) e Lega (5 per cento).

Si tratta di un trend che si è sviluppato nel corso della legislatura. Nel 2022, i dati rivelavano ancora tutt’altro quadro: allora il primo partito era FdI al 15,4 per cento tra i giovani con 18-24 anni e al 23,1 tra chi aveva tra i 25 e i 34 anni. Si tratta comunque di un dato più basso rispetto a quello complessivo, che restituiva un consenso del 26,1 per cento. A seguire, il Pd: 13,5 per cento tra i 18-24 e 15,7 per cento tra i 25-34 (sempre un dato inferiore rispetto a quello complessivo). Exploit + Europa e Avs tra i giovanissimi, rispettivamente 12,3 per cento e 10,5 per cento, ben oltre il risultato complessivo. Anche Azione-Italia viva portò a casa un gran risultato con il 17,6 per cento dei voti, mentre il M5s arrivò al 13,6 per cento contro il 15,3 di tutte le fasce d’età sommate.

Nel commento a questo entusiasmo c’è chi individua un avvicinamento dovuto all’efficacia percepita del voto referendario, ma anche un interesse più selettivo alle diverse cause difese dalla politica, che quindi non può essere categorizzato in un’appartenenza partitica. Conta ovviamente anche il piano simbolico in una votazione in cui ci si esprimeva su una potenziale modifica della Costituzione. Un voto “contro” - com’è facile mobilitarsi contro il potere - insomma, ma anche una presa di posizione su quali valori difendere.

Dove guardano gli altri giovani

“Siamo tutti antifa”, canta il rapper tedesco Disarstar. In Germania riempie enormi sale da concerto con un pubblico giovane. Le sue canzoni hanno spesso un contenuto sociopolitico. In Siamo tutti il rapper usa la melodia di Around the World. La chiara posizione politica è già racchiusa nel titolo (“Siamo tutti antifascisti” è uno slogano utilizzato in tutto il mondo). A causa del messaggio anti-polizia, tuttavia, il brano non è stato accolto ovunque positivamente. È solo un esempio, certo. Ma le sale strapiene ai concerti di Disarstar e i giovani che cantano in coro “Siamo tutti antifascisti” mostrano che anche una parte della gioventù tedesca si orienta verso posizioni più di sinistra.

Ma è davvero così? Sondaggi e risultati elettorali indicano ripetutamente anche la tendenza opposta: molti giovani in Germania votano anche per AfD, un partito osservato dai servizi di sicurezza interna e considerato in parte di estrema destra.

Le cause sono diverse: molti giovani adulti sono delusi dal sistema politico e hanno l’impressione che le loro esigenze non vengano prese sufficientemente in considerazione. Allo stesso tempo crescono le preoccupazioni per il futuro – per esempio riguardo al costo degli alloggi, alla precarietà del lavoro e all’aumento del costo della vita. A ciò si aggiunge il fatto che, per alcuni, le posizioni di destra appaiono meno tabù, poiché sono sempre più presenti nel dibattito pubblico e nella vita quotidiana.

Esigenze e social 

Anche i social media, come TikTok, dove AfD è particolarmente attiva, esercitano una grande influenza: molti li utilizzano come fonte di informazione politica. L’AfD sfrutta consapevolmente questi canali digitali, puntando su contenuti brevi, incisivi ed emotivi con cui riesce a raggiungere molti giovani.

Se a votare alle elezioni regionali in Renania Palatinato fossero stati solo i giovani, AfD sarebbe risultata il primo partito, come riportato tra gli altri anche da Die Zeit: il 21 per cento degli under 25 ha scelto AfD. E la Renania-Palatinato non è un caso isolato. Anche alle elezioni europee, federali e in diverse elezioni regionali si osserva da anni un andamento simile: gli elettori più giovani tendono sempre più verso i partiti ai margini dello spettro politico, sia a sinistra sia verso AfD.

Uno studio pubblicato a marzo (Jugend in Deutschland 2026 – Zukunft unter Druck) mostra inoltre forti differenze di genere nelle preferenze politiche dei giovani: le giovani donne sostengono più spesso la sinistra, mentre i giovani uomini votano in misura superiore alla media partiti della destra. Si rafforza così l’impressione che gli altri partiti non colgano i bisogni delle nuove generazioni, il che potrebbe spiegare il crescente allontanamento dal centro politico.

Risposte facili

AfD propone spesso risposte semplici a dibattiti complessi come quelli su migrazione, identità e sicurezza e sostiene inoltre una visione tradizionale dei ruoli di genere.

I giovani che votano a sinistra avvertono spesso un senso di ingiustizia economica. Su temi come l’accesso ad alloggi a prezzi sostenibili o il salario minimo percepiscono la sinistra come più credibile di altri partiti, anche grazie alla sua efficace presenza sui social media. Un esempio recente si è visto a Monaco, dove il candidato dei Verdi Dominik Krause ha ottenuto, tra gli altri, molti voti dai giovani, anche perché ha posto con forza il tema della casa al centro della sua campagna, in una città dove gli affitti sono tra i più alti della Germania.

Tornando alla differenza di genere: le giovani donne sono più preoccupate per il cambiamento climatico, la democrazia, l’estremismo di destra e la stabilità dei sistemi di protezione sociale. Riferiscono inoltre più spesso di soffrire di stress psicologico. Tra i giovani uomini questi aspetti risultano complessivamente meno marcati; dichiarano più frequentemente di non avere problemi di questo tipo.

La giovane generazione in Germania è tutt’altro che politicamente omogenea. Ciò che la accomuna sono però le paure per il futuro e il desiderio di cambiamento: ed è proprio qui che risiedono le principali sfide politiche, soprattutto per i partiti di centro.

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