Dopo quattro ore di confronto sul nuovo ddl firmato da Andrea Giorgis, il senatori dem si dividono. Delrio: «Confronto sereno ma non ritiro il mio testo. È impostato specificamente sull'antisemitismo, l'altro sulle discriminazioni»
Alla fine della riunione tutti provano a tenere i toni bassi, ma la verità è che il gruppo dei senatori del Pd non è riuscito a scrivere un disegno di legge condiviso sul tema del contrasto all’antisemitismo.
A ora di pranzo si è conclusa un’assemblea iniziata poco dopo le nove. In quattro ore di confronto «sereno e costruttivo», e anche «pacato e nel merito», secondo la versione ufficiale, la minoranza riformista ha deciso di non firmare il ddl scritto da Andrea Giorgis. Perché, nonostante lui ai giornalisti assicuri di aver scritto un testo «che fa tesoro delle diverse sensibilità del partito», e che alla fine della riunione si sia dichiarato pronto ad aggiungere alla sua bozza qualche «piccola integrazione», i punti di dissensi restano.
Il testo Delrio resta
Anche se al testo verranno aggiunti «contributi condivisi da tutti e giudicati positivi» presenti nel ddl Delrio, quello che il presidente dei senatori Francesco Boccia a nome della segretaria ha sconfessato. Si tratterebbe del resto di «azioni in campo scolastico e pedagogico», punti utili ma non centrali nell’impianto del testo.
Delrio non usa toni da rottura: «Il collega Giorgis ha fatto un ottimo lavoro sulle discriminazioni, ci faremo un lavoro sugli emendamenti, sugli argomenti in cui c'è convergenza». Però i sei senatori della minoranza riformista non firmano. «Il mio testo rimane», chiarisce il senatore, «È impostato specificamente sull'antisemitismo, l'altro sulle discriminazioni».
Il rischio anche sugli emendamenti
«È stato un confronto molto molto serio, molto bello. Infatti la bozza che avevamo predisposto adesso la integriamo con suggerimenti che tutti abbiamo trovato molto condivisibili, molto intelligenti», è la versione di Giorgis. Boccia prova ancora a cercare l’unità, almeno per il futuro: «Quando presenteremo gli emendamenti al testo base io credo sia giusto comporre un comitato ristretto, per presentare emendamenti a nome del Pd, di cui faranno parte i membri della commissione Affari costituzionali, Francesco Verducci, come rappresentante della commissione Segre, Graziano Delrio, e chi riterrà giusto dare un proprio contributo».
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