Un programma troppo «di nicchia» per Radio1 quello dell’intellettuale di destra. Nessun mistero, sostengono in Rai, nonostante il programma sia stato reputato così d’interesse da essere riproposto dalla radio dei vescovi
Nessun ripensamento, nessuna riconsiderazione. Neanche dopo che a prendere il programma radiofonico di Pietrangelo Buttafuoco è stata la Cei che l’ha accolto tale e quale a come Lupus in fabula andava in onda su Radio1 su radio InBlu.
Il direttore di Radio1, Nicola Rao, non ha rinnegato durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo palinsesto di RadioRai la sua decisione di non confermare il programma del presidente della Biennale di Venezia nel palinsesto della prima radio del servizio pubblico. Nel frattempo, infatti, Buttafuoco giovedì è stato presentato come nuovo acquisto del palinsesto della radio dei vescovi italiani.
«Nessuna dietrologia, nessun mistero» sostiene Rao. Il direttore, però, secondo i retroscena avrebbe assecondato gli umori del ministero della Cultura e palazzo Chigi, irritati per l’autonomia di Buttafuoco, che aveva scelto di prendere le distanze dalla linea del governo sulla presenza del padiglione Russo alla Biennale. Nonostante il programma sia evidentemente apparso valido a un altro editore, tanto da aver portato i vescovi ad aprire il palinsesto a un musulmano, per la Rai non si tratta di un valore perso. «Io vivo la realizzazione di un palinsesto come un tentativo, ci sono cose che mi convincono e le propongo e altre che non mi convincono. Nel caso di Pietrangelo era un programma troppo di nicchia per Radio» ha detto Rao, che ha raccontato anche l’origine del programma. «L'anno scorso dopo la mia nomina mi ha chiamato per congratularsi e gli ho chiesto di darmi un contributo».
Con la cancellazione del programma in estate, a lungo non confermata dall’azienda fino all’intervento del filosofo in prima persona, erano esplose le polemiche per l’esclusione di un intellettuale che pure è considerato in linea con le priorità del governo, seppure molto indipendente. Il direttore infila una chiusa tagliente: «Tutto questo interesse per Lupus in fabula non l'ho notato durante l'anno, poi si sono scoperti i fan del programma quando non lo abbiamo più realizzato».
Addii e vecchie conoscenze
Per il resto i nuovi palinsesti non riservano troppe sorprese: continua il tentativo di rinnovare Radio1, che resta popolare soprattutto tra gli uomini di mezza età. In termini di valori assoluti sono ben sei le emittenti – tutte radio private – che nel giorno medio raccolgono più ascoltatori dell’emittente ammiraglia del servizio pubblico. Vero è che i numeri sui social sono buoni, ma i dati di ascolto non depongono a favore dell’azienda.
Il direttore di Radio2 Giovanni Alibrandi difende invece la decisione di non rinnovare programma di Belén Rodríguez: la conduttrice non riusciva a garantire la propria presenza per cinque giorni di trasmissione. Di qui la chiusura dell’esperimento di un programma in onda nel prime time della radio, piazzato nella migliore posizione di palinsesto a scapito di un grande classico come Caterpillar. L’investimento avrebbe dovuto fruttare soprattutto per quanto riguarda la radiovisione, su cui Radio2 punta parecchio. A sostituire Rodriguez Andrea Delogu – che conduce anche La porta magica su Rai2 – con Red carpet.
A non veder rinnovato il proprio incarico, sempre per ragioni di presenza – almeno sulla carta – è stata Geppi Cucciari, espunta dal palinsesto di radio uno e sostituita in Un giorno da pecora da Nancy Brilli. Una voce non particolarmente nota per la conduzione dei programmi politici ma considerata vicina al ministro della Cultura Gianmarco Mazzi – tante le sue conduzioni all’Arena di Verona, nella città del ministro – e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Caterpillar, altro programma cult di Radiorai, al centro delle cronache nelle ultime settimane per l’addio di Sara Zambotti riparte con la guida di Filippo Solibello e Cinzia Bancone. Massimo Cirri ha annunciato il proprio passo indietro settimane fa denunciando una «direzione palesemente ostile». Zambotti, dal canto suo, si è spostata su Radio3, sempre più riserva indiana della radiofonia dov’è approdata anche l’ex vicedirettrice del Gr1 Ilaria Sotis, che curerà un programma sulla Costituzione: sulla rete diretta da Simona Sala Zambotti condurrà Sancho, un titolo con priorità non del tutto dissimili da quelle che furono di Caterpillar.
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