Un’indignazione diffusa. La reazione di una parte del corpaccione Rai, di rappresentanti dei dipendenti, consiglieri d’amministrazione e politica nei confronti dell’offerta di quest’anno per la giornata di Bimbo Rai, anticipata da Domani, sembra univoca. L’esibizione di esercito e polizia di fronte ai figli dei dipendenti, originariamente invitati a visitare il posto di lavoro dei genitori, non piace. 

Le opposizioni

La politica prende posizione in commissione Vigilanza Rai: il Movimento 5 stelle presenta un’interrogazione e Peppe De Cristofaro chiede di riconsiderare la scelta. «Francamente ci pare una scelta sbagliata. Ai bambini dovrebbe essere mostrato il valore del servizio pubblico, dell’informazione, della cultura e della creatività, non una vetrina di apparati militari e di sicurezza. La Rai deve spiegare perché abbia ritenuto opportuno trasformare una giornata dedicata alle famiglie in un’occasione di promozione delle Forze Armate» si legge in una nota dei pentastellati. Sulla stessa lunghezza d’onda l’esponente di Avs: «È inaccettabile che questo tipo di contenuti venga proposto a bambini che dovrebbero essere educati al rispetto, alla solidarietà e alla pace».

Sindacato e consiglieri

Contro il programma di “Bimbo Rai” si schiera anche Usigrai: «Anziché mostrare con orgoglio come operano le diverse professionalità all'interno della più grande azienda culturale del Paese, la Rai delega l'intrattenimento dei figli dei dipendenti all'Esercito e alle forze dell'ordine» scrive l’esecutivo del sindacato. «Se anziché puntare l'attenzione all'uso di telecamere e computer e a visite guidate a studi e redazioni che da sempre hanno affascinato i più piccoli, si chiede a Esercito e forze dell'ordine di intrattenere i piccoli visitatori con iniziative ed esibizioni che nulla c'entrano con il ruolo della Rai e il lavoro dei suoi dipendenti, evidentemente i primi a non credere più a quel ruolo e al valore di chi ci lavora sono proprio i vertici aziendali».

Nel pomeriggio arriva anche la nota dei tre consiglieri d’opposizione. «Non vediamo ragioni perché questa giornata venga trasformata in un'occasione per assistere anche ad altre attività, rischiando così di allontanare l'iniziativa dalle finalità per le quali è nata» scrivono in una nota congiunta Alessandro di Majo, Davide Di Pietro, Roberto Natale. «Chiediamo pertanto che la giornata resti saldamente ancorata alla sua funzione originaria e familiare. Le visite guidate negli studi, nelle redazioni e nei centri di produzione, così come le attività e gli intrattenimenti proposti da Rai Kids, rappresentano contenuti pienamente coerenti con lo spirito dell'iniziativa e più che sufficienti a confermarne il valore».

Il nuovo comunicato

L’azienda, dal canto suo, nel nuovo comunicato che annuncia la giornata aggiusta il tiro. I «soggetti istituzionali» che saranno incaricati delle iniziative di intrattenimento e dimostrazioni pratiche «porteranno messaggi formativi di prevenzione e tutela: dalla dipendenza da alcool e droghe a bullismo e cyberbullismo, dai disturbi alimentari alla gestione di situazioni di emergenza individuale e di gruppo, mostrando comportamenti da adottare o manovre di disostruzione respiratoria, con dimostrazioni operative delle azioni messe in pratica in casi di necessità e di emergenza».

Nel lungo elenco di iniziative previste per ogni sede il ruolo di esercito e polizia sembra meno centrale: «Visti gli spazi offerti dalla sede, la Polizia di Stato si è resa disponibile a partecipare alla giornata con unità cinofile e a cavallo, operatori specializzati del reparto motociclisti e reparto volanti. Anche l’Esercito si è reso disponibile a partecipare alla giornata con dimostrazioni di interventi di protezione civile» si legge per esempio nel capitoletto che riguarda Saxa Rubra. A Via Cavalli a Torino, invece, la polizia di Stato «porterà ai giovani ospiti l’esperienza ed il loro contributo sul tema del bullismo e del cyberbullismo».

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