Fumata nera a via Asiago. I vertici della Rai ancora non hanno preso una decisione definitiva sul destino di Sigfrido Ranucci, ma la valutazione definitiva dovrebbe arrivare entro la settimana. Se la rimozione dalla conduzione appare ormai scontata, cosa diversa è la destinazione di Ranucci, e ulteriormente ancora differente la questione della sua sostituzione. 

Giampaolo Rossi, Felice Ventura e Francesco Spadafora – rispettivamente ad, capo dell'ufficio legale e capo del personale della Rai – si sono riuniti per elaborare le tre proposte che l’azienda farà al vicedirettore ad personam dopo la rimozione dalla conduzione. Le possibili redazioni di cui si discute sono sempre le stesse: Rainews, Tg3 e Direzione offerta informativa, per una vicedirezione o una corrispondenza. Incarichi, è il ragionamento, per cui non si possa accusare la Rai di demansionamento e recuperare un appiglio per una eventuale causa giudiziaria.

Sfruttare le competenze

Nello specifico, filtra dall’azienda, si parla di un compito che sia in linea con le competenze di Ranucci: meno probabili insomma le corrispondenze (attualmente c’è un jop posting aperto per la sede di New York e c’è da scegliere anche il nuovo capo della sede di Berlino, entrambi luoghi non troppo affini al curriculum del conduttore), prende quota la possibilità di una vicedirezione con delega agli speciali o alla sezione Spotlight, quella che a Rainews gestisce le inchieste del canale. 

Le chiamate ai tre direttori coinvolti – Federico Zurzolo, Pierluca Terzulli e Angela Mariella – sono perciò le prossime in lista per Rossi. Resta fuori questione che a prendersi in carico il conduttore possa essere solo un direttore non troppo orientato a destra, da dove arriva un “niet” deciso. 

Insomma, quello di ieri era solo uno degli incontri che hanno avuto luogo anche quando i dirigenti erano ancora lontani da Roma: niente è ancora deciso, ma la via è ormai tracciata. «L’importante – ragiona un dirigente di primo piano – è non farci trovare senza una soluzione qualora dalle indagini dovesse uscire qualcosa che lo metta spalle al muro». «In queste ore e in questi giorni i vertici Rai sono al lavoro per il mio allontamento da Report» ha scritto nel pomeriggio il giornalista su Facebook. L’avvocato del conduttore, Roberto De Vita, dal canto suo torna a mettere le mani avanti: «La Rai di fronte a questo horror vacui accusatorio dovrebbe tutelare Ranucci per proteggere se stessa e la missione democratica di cui ogni giornalista è espressione».

Amicizie non rinnegate

A viale Mazzini continua a non convincere infatti il fatto che il conduttore non voglia prendere le distanze dal suo amico fraterno e reo confesso attentatore: un argomento posto anche da Filorosso, che nella puntata di lunedì sera ha applicato il “metodo Report” a Ranucci stesso, inseguito da un inviato della trasmissione di Rai3. Il modo di trattare la vicenda che riguarda un collega di rete da parte del programma condotto da Antonino Monteleone non è passato inosservato e da più di qualcuno che ha familiarità con la Rai viene valutato come conseguenza pratica della gestione del caso da parte della governance. 

Al settimo piano, per altro, continuano a tenere un occhio sull’attività pubblica dell’instancabile conduttore, che ha promesso nuove rivelazioni per lo spettacolo in programma a Cerveteri: «Già condividere il post di Beppe Giulietti (presidente di Articolo 21, che lunedì ha scritto una difesa di Ranucci ricondivisa dal conduttore, ndr) è al limite del diffamatorio, poi per parlare di questioni aziendali serve sempre l’autorizzazione...» ragiona un dirigente. Tradotto, continuando a parlare Ranucci starebbe peggiorando la sua situazione a livello disciplinare. 

Per quanto riguarda il futuro della trasmissione, l’elemento centrale della strategia resta la separazione di Ranucci dal marchio Report. «La scelta del successore è meno attaccabile se si inserisce in uno schema di riorganizzazione del settore» spiegano. Insomma se, per esempio, si iniziano a separare le figure di capoautore e conduttore. A lavorare sulla ricerca di profili sostitutivi – che avrebbe già trovato, anche se non ancora contattato, giura lui – è Paolo Corsini. Il direttore degli Approfondimenti – ex sindacalista – vuole tenere conto delle richieste della redazione di Report: il gruppo di lavoro ha già espresso la propria ritrosia nei confronti di Federico Ruffo, ex redattore del programma d’inchiesta che oggi conduce Mi manda Rai3. Verosimilmente sarebbe più disponibile nei confronti di un membro interno, ma l’unico nome “potabile” per la governance di simpatie meloniane sarebbe Giulio Valesini, per altro uno dei pochi interni Rai (non partita Iva) della trasmissione. Un nome che rappresenterebbe anche una certa discontinuità rispetto alla gestione Ranucci: «E poi, risponde al telefono».

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