Si è concluso il primo Consiglio dei ministri del governo di Giorgia Meloni a una settimana dalla fiducia ottenuta dal parlamento. Dopo un’ora e mezza di di riunione si è raggiunta l’intesa con un decreto unico contenente norme urgenti in materia di giustizia, sanità e ordine pubblico (misure contro i rave party dopo il caso di questi giorni di Modena).
Giustizia
Con il neo ministro alla Giustizia Carlo Nordio si è discusso del rinvio dell’entrata in vigore di alcune disposizioni della riforma penale varata dalla ministra Cartabia durante il governo Draghi. Per quanto riguarda il carcere ostativo è stato dato mandato alla Guardia di Finanza di procedere alla «verifica della relativa posizione fiscale, economica e patrimoniale per accertare gli illeciti valutari esocietari e comunque in materia economica e finanziaria, e anche al fine di verificare l’osservanza della disciplina dei divieti autorizzatori, concessori o abilitativi».
Sanità
Dopo aver trasformato il bollettino quotidiano dei contagi Covid-19 in settimanale, il ministro alla Salute Schillaci pensa anche di anticipare al 1º novembre lo stop all’obbligo vaccinale per il personale sanitario.
Un anticipo di due mesi rispetto alla misura prevista originariamente il quale prevedeva che «in considerazione della situazione di emergenza epidemiologica da Sars-CoV-2, fino alla completa attuazione del piano di cui all'articolo 1, comma 457, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione delle prestazioni di cura e assistenza, gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione dell'infezione da Sars-CoV-2».
La vaccinazione contro il Covid era requisito necessario per l’esercizio delle professioni sanitarie ma il nuovo governo ha intenzione di cambiare rotta. Tuttavia, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni rimane cauto riguardo al mantenimento dell’obbligo della mascherina negli ospedali e nelle Rsa.
La scorsa settimana il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aveva chiesto al nuovo governo una maggiore responsabilità riguardo alle misure da intraprendere in materia sanitaria.
«Dopo oltre due anni e mezzo di pandemia non possiamo ancora proclamare la vittoria finale sul Covid-19. Dobbiamo ancora far uso di responsabilità e precauzione – ha detto il presidente Mattarella durante il suo intervento alla cerimonia al Quirinale per i Giorni della ricerca – La Sanità pubblica ha il compito di mantenere alta la sicurezza soprattutto dei più fragili, dei più anziani, di coloro che soffrono per patologie pregresse. Tuttavia sentiamo che il periodo più drammatico è alle nostre spalle.
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