L’ex presidente del Consiglio vede «un aspetto del fascismo, il più insidioso» nel generale e nel suo partito: «Trovo in lei la ricostruzione della narrativa, della retorica dello spirito del fascismo». Il leader di Fn: «Sue personali convinzioni»
«Oramai sono vecchio, ma combatterò fino all’ultima mia energia il suo tentativo di ricostruzione della retorica del fascismo». Sono le parole dell’ex presidente del Consiglio Mario Monti che ha pronunciato in chiusura nel suo dialogo con il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci alla 52esima edizione del forum “Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive”, organizzato da Teha a Villa d’Este a Cernobbio.
Monti si riferisce proprio al suo interlocutore, in cui non vede «la ricostituzione del partito fascista» ma «un aspetto del fascismo, il più insidioso» ed è «già in atto»: «Trovo in lei – continua – la ricostruzione della narrativa, della retorica dello spirito del fascismo, più o meno si dichiara la superiorità dell’Italia, degli italiani e, vogliamo dire, della razza italiana».
L’ex premier lo chiama il «complesso Calimero» con cui «si insinua che noi siamo orgogliosi della nostra italianità e che non siamo abbastanza rispettati, quindi esigiamo maggior rispetto, gliela faremo vedere e gliela faremo pagare». Una strategia che lo terrorizza perché porta alla «ricostruzione psicologica di una “italietta” e del fatto che siccome non riusciamo con i governi attuali a dare più crescita ai nostri cittadini, perché ci importa il loro voto non il loro benessere, allora la popolazione dovrà essere soddisfatta dando corda alla sua identità».
Un’accusa che Vannacci rifiuta: «Ho già risposto a Monti mentre ero in aula su alcune preoccupazioni, su altre risponderò direttamente a lui, ma ritengo che quella della ricostituzione, della narrativa e retorica del fascismo, ritengo che siano sue personali convinzioni e che non corrisponda alla realtà, anzi, tutt’altro».
Secondo il generale, questo lo dimostrerebbe anche il nome del partito che «guarda al futuro» e mira «a un rilancio nazionale, sicuramente all’esaltazione di quelle che sono la nostra identità, le nostre radici, la nostra storia, ma questo dovrebbe essere il succo di qualsiasi politica che voglia fare il bene dell’elettorato a cui si riferisce».
Anticostituzionale
Il programma di Futuro Nazionale «viola palesemente» la Costituzione, denuncia il senatore a vita, «in molti punti». Non solo, gli obiettivi del partito di Vannacci «sono anche in violazione della Carta fondamentale dei diritti umani dell’Unione europea dalla parità di genere a tante altre cose».
E, poi, chiede al leader di Fn: «È consapevole che anche una primordiale applicazione del suo programma porterebbe l’Italia fuori dall’Unione europea e dall’euro?». Perché il documento messo a punto dal generale porterebbe il paese lontano dalle norme essenziali che reggono l’Ue, la moneta comune e il mercato unico.
Come militare, il leader di Futuro Nazionale ha giurato sulla Costituzione, di cui fa un doppio uso: da un lato, la viola, dall’altro, «quando le fa comodo» – dice Monti – «con un’operazione di ascensore istituzionale la mette sopra quando dice che “nessun trattato internazionale o anche europeo può avere più valore giuridico della Costituzione nazionale”».
Monti è convinto che i populisti e i nazionalisti, nella maggior parte dei casi, non facciano «l’interesse del popolo e della nazione che pensano di difendere» ma vadano contro. Cita il filosofo francese Albert Camus: «Amo troppo il mio paese per essere nazionalista». E l’ex presidente François Mitterrand, con il suo «le nationalisme c’est la guerre», il nazionalismo è la guerra.
L’ideologo
Il senatore a vita ha poi ricordato che l’ideologo del generale, Lorenzo Gasperini, è colui che durante la pandemia da Covid «aveva pubblicato un post in cui diceva che “un giovane sano che si vaccina dimostra debolezza, paura della morte creduloneria, infermità intellettuale, facile obbedienza al primo politico che passa, e una psicologia da servo, tutte caratteristiche che dovrebbero comportare come minimo l’esclusione dalla vita sessuale come contrappeso naturale”».
Le curiosità per il professore sono due. Una tecnica: «È da immaginare l’evirazione seduta stante che sarebbe la soluzione strutturale, o il braccialetto elettronico, applicato non al polso o alla caviglia, ma a un’altra parte del corpo?». Poi, sul piano politico, Monti chiede se «quando ha dato credibilità al professor Gasperini» fosse o meno «a conoscenza di questo scritto».
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