Il dl prevede il divieto assoluto di portare armi da taglio di dimensioni superiori ai 5 centimetri, trasformandolo da contravvenzione a reato. Orlando (Pd): «Oltre al tema della sicurezza, c’è quello di come si evita di perdere una o più generazioni spaesate»
Il nuovo decreto Sicurezza che il Viminale porterà a fine mese in consiglio dei ministri contiene una serie di norme che riguardano il porto di armi da taglio ed è stato subito rivendicato dal vicepremier Matteo Salvini come necessario: «Al lavoro per misure ancora più restrittive e tolleranza zero».
Il dl prevede misure molto severe contro i minorenni: se vengono fermati e trovati con un coltello le forze dell’ordine potranno decidere per «l’arresto facoltativo in flagranza».
Inoltre viene introdotto il «divieto assoluto» di porto di coltelli di lunghezza superiore ai 5 centimetri, che da che era una semplice contravvenzione diventa reato, punito con la reclusione da 1 a 3 anni e che può essere seguito da sanzioni amministrative accessorie come la sospensione della patente, del passaporto o del permesso di soggiorno. Nel caso in cui a commettere il reato siano i minorenni, è stata introdotta una sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro a carico del «soggetto tenuto alla sorveglianza del minore», ovvero i genitori.
Inoltre, viene introdotto il divieto di vendita ai minorenni - anche su web o piattaforme elettroniche, con compiti di vigilanza e sanzionatori affidati all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - «di talune armi cd. “improprie”, in particolare di strumenti da punta e taglio che, pur non nascendo con la precipua destinazione dell’offesa alla persona, possono occasionalmente servire a tale finalità». Per chi le vende è prevista la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3000 euro, aumentata fino a un massimo di 12.000 euro in caso di reiterazione, e con la revoca della licenza all’esercizio dell’attività.
Inoltre, viene previsto un registro elettronico in cui i venditori hanno l’obbligo di «inserire giornalmente le singole operazioni di vendita» e, in caso di inottemperanza, prevede la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2000 a 10.000.
«Al di là delle facili ricette, degli slogan ad effetto, al di là anche delle strumentalizzazioni: questa vicenda rischia di essere utilizzata anche in una discussione all'interno della maggioranza di governo sulle norme più utili per il contrasto al crimine», ha detto in un video l'ex ministro della Giustizia ed esponente Pd, Andrea Orlando. «Quello che c'è da chiedersi è come sia possibile che all'interno di una scuola e sempre più spesso nelle vie, nelle strade ci siano atti di violenza tra i giovani. È successo qualcosa, soprattutto dopo il periodo del Covid, che ha visto una crescita nella nostra città e in tutto il Paese di atti di violenza, di aumento delle dipendenze tra i giovani. Oltre naturalmente al tema della sicurezza, che dobbiamo tutti insieme affrontare senza demagogia, c'è anche un altro tema che è quello di come si evita di perdere una o più generazioni spaesate, spaventate, in alcuni casi violente, e come possiamo non scaricare tutto questo sulle spalle della scuola e neppure delle forze dell'ordine».
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