Il caso di “Fiamma Rai”, scatenato da Riccardo Pescante, arriva in parlamento. Le opposizioni chiedono infatti di valutate eventuali sanzioni, nel caso di violazione del codice interno all’azienda di viale Mazzini.  Dopo la notizia rivelata da Domani, sulla celebrazione della fiamma del Msi da parte dei vicedirettore di Rai Sport, infatti, il Movimento 5 stelle ha presentato un’interrogazione in commissione Vigilanza Rai.

La storia inizia nelle festività natalizie. Il 26 dicembre, infatti, Pescante ha postato sui propri profili social il simbolo del Movimento sociale italiano e la frase inequivocabile «Le radici non gelano». 

Un pensiero che ha legittimato la critica proveniente da sinistra su “TeleMeloni”. «Rai Sport è un fortino di Fratelli d’Italia», ha osservato Giuseppe De Cristofaro, senatore di Alleanza verdi-sinistra, che ha ricordato: «Oltre al direttore Paolo Petrecca, il primo direttore meloniano della Tv pubblica, già sfiduciato due volte dalla redazione sportiva e prima da quella di Rainews24, c'è anche il vicedirettore Riccardo Pescante. I due hanno la stessa provenienza politica nella testata diventata un monocolore di destra con TeleMeloni».

Non solo. Oltre alla rivendicazione della fiamma, c’è stato un altro post di Pescante che ha sollevato le proteste politiche e alimentato perplessità: «Con la violenza non si risolve niente… figurati senza». Un contenuto criptico (nel senso e dal destinatario ignoto), per certi versi, più preoccupante anche della rivendicazione di appartenenza politica. 

«Le regole per l’uso dei social ci sono già», ha detto il componente del cda della Rai, Roberto Natale, lasciando intendere la possibilità di sanzione nei confronti di Pescante. L’unico risultato è che il giornalista ha reso “privati” i proprio profili Facebook e Instagram.

L’interrogazione dei 5 Stelle su Pescante

Nell’interrogazione, firmata dal deputato dei 5s Dario Carotenuto e letta da Domani, si parte comunque dalle parole di Natale, relativa al regolamento, e si chiede di sapere «se l’azienda sia a conoscenza dei post pubblicati sul social network Facebook attribuiti al vicedirettore di Rai Sport, Riccardo Pescante, e se tali contenuti siano stati formalmente valutati alla luce del Codice etico, delle disposizioni interne vigenti e degli obblighi derivanti dal Contratto di servizio».

Quindi viene poi chiesto se «l’azienda non ritenga necessario intervenire in modo coerente e analogo nel caso in esame, anche al fine di garantire l’applicazione uniforme delle regole interne».

Con la formula propria degli atti parlamentari, viene sollecitata una sanzione. Per spegnere anche la fiamma delle polemiche.

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