«Non mi voglio svegliare domani con una moltitudine di persone che pregano Allah in piazza del Duomo», tuona Roberto Vannacci, che sembra aver già fissato le sue priorità per l’Italia. L’ex generale ha dettato la linea del suo Futuro nazionale in conferenza stampa alla Camera. E lo ha fatto accogliendo a braccia aperte Indipendenza, il movimento politico fondato dall’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, oggi in carcere.

A farne le veci c’era Massimo Arlechino, il presidente di Indipendenza, già nel Msi e in Alleanza nazionale. «Oggi la nostra è una scelta virtuosa e rara, cioè quella di spogliarci del nostro vestito e indossarne uno più ampio mantenendo la nostra essenza. Per questo stiamo rinunciando a qualcosa, a partire da un simbolo, e oggi con il generale iniziamo una battaglia comune e lo facciamo con entusiasmo».

Linee nere

«Il nostro primo obiettivo è mettere avanti le necessità degli italiani», ha sostenuto Vannacci, che ha ringraziato gli “indipendentisti”. «Il primo pensiero è quello del sacrificio a fin di bene e del senso del dovere. Questi sono i valori in cui Indipendenza e Futuro nazionale si trovano». Sacrificio, valori, dovere. Tutti termini precisi a cui l’ex generale è affezionato. 

Vannacci ora rischia di diventare una spina nel fianco destro del governo Meloni. Davanti ai microfoni ha dettato le linee rosse, oppure nere, sue e della sua truppa di deputati Rossano Sasso, Edoardo Ziello e Emanuele Pozzolo. «Non mi voglio svegliare domani con le scuole italiane che chiudono in occasione del Ramadan o con le moschee ricavate dentro le aule delle scuole italiane, non mi voglio svegliare domani con una legge che non è uguale per tutti, perché un reato non è più o meno grave in base al colore della pelle, alla religione o all’orientamento sessuale di chi lo commette o di chi lo subisce. Queste sono delle linee rosse che non sono travalicabili, per quanto ci riguarda».

Sedi, voti e governo

Per l’ex attaché militare all’ambasciata italiana in Russia sono stati giorni frenetici. Ieri, 30 marzo, ha inaugurato la nuova sede di Futuro nazionale a Roma, in via in Lucina, sullo stesso piano degli uffici di Forza Italia. «Ho sempre avuto ottimi rapporti con i miei vicini di casa e coinquilini, non vedo perché non dovrei averli anche con FI» sorride Vannacci.

La coabitazione con il governo però sarà difficile. Specie su alcuni temi. «Oggi si vota la fiducia sul decreto Bollette alla Camera e anche Futuro nazionale darà il suo segnale. Daremo un segnale forte per un provvedimento che non raggiunge gli obiettivi» annuncia tronfio l’europarlamentare. Anche se poi le promesse vannacciane di battaglia, davanti allo scenario di una caduta dell’esecutivo, si afflosciano. «Io mi auguro che non crolli perché questo governo è il meno peggio. L’alternativa che cos’è? Il No Tav, no Tap, no trivelle, no gas, no caldaie, no ponte, questa è l'alternativa. È il peggio del peggio. Quindi di fronte al peggio del peggio, meglio il meno peggio». Chiaro, no?

© Riproduzione riservata