Il capo dell’ufficio legislativo annunciato in pompa magna come successore di Emanuele Merlino, licenziato a inizio maggio insieme a Elena Proietti da Giuli, resta al suo posto, ma a giugno il ministro ha deciso di aumentare il suo stipendio in maniera retroattiva
Stesso incarico, nuovo stipendio. Dopo il suo colpo di testa di inizio maggio, quando ha licenziato buona parte del suo staff, l ministro della Cultura Alessandro Giuli deve ancora ricollocare le pedine all’interno del suo ministero. Il capo della segreteria tecnica non c’è: ad assolvere temporaneamente quel ruolo, racconta chi conosce bene il ministero, sarebbe Alberto Spampinato. Non è dato sapere quale sia la prospettiva futura per via del Collegio romano, visto che dopo il licenziamento di Emanuele Merlino i piani erano altri: come capo segreteria tecnica, infatti, era in rampa di lancio Donato Luciano, ex magistrato contabile con un’esperienza tangibile anche in altri ministeri. Per ora, in realtà, il tecnico è rimasto al suo posto all’ufficio legislativo, ma con una gratifica in più, secondo i maligni per giustificare il disguido.
Il nome di Luciano come nuovo capo della segreteria tecnica era su tutti i giornali, la nomina sembrava cosa fatta, ma nel decreto di inizio giugno che Domani ha potuto visionare in cui si prevede l’aumento dell’indennità accessoria che percepisce dal ministero della Cultura oltre al «trattamento economico riconosciuto dall’amministrazione di appartenenza» è ancora indicato come capo dell’ufficio legislativo. In ogni caso, però, l’indennità viene aumentata di circa 5.000 euro lordi, passando dai quasi 47.000 assegnati nel 2024 da Gennaro Sangiuliano ai 52.000 abbondanti decisi da Giuli. Per altro, retroattivi, visto che l’indennità si applica a decorrere dal 1° gennaio 2026.
Casella vuota
Insomma, un piccolo bonus per un magistrato contabile consigliere che non cambia incarico tecnico – almeno per il momento – e non risolve la casella vuota di Giuli, ancora alla ricerca di un capo segreteria. I due dirigenti licenziati, che Giuli a inizio maggio aveva allontanato perché li sentiva alieni rispetto a sé, anzi in azione per conto terzi al ministero, Emanuele Merlino ed Elena Proietti, sarebbero in fase di ricollocamento.
Entrambi ben connessi all’interno di Fratelli d’Italia, il partito si è mosso per trovare una zattera di salvezza ai due: mentre Proietti, allontanata formalmente perché non si sarebbe presentata all’aeroporto quando in programma c’era una trasferta a New York, dovrebbe trovare un nuovo posto al ministero del Turismo guidato da Gianmarco Mazzi. Merlino, figlio dell’intellettuale d’area missina e tecnico da sempre nel novero delle giovani leve di FdI e nel circolo di riferimento del centro studi, considerato il feudo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, secondo i ben informati verrebbe richiamato per l’appunto a palazzo Chigi.
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