L’Italia si ferma e festeggia il Primo Maggio, festa del lavoro, e le piazze sono piene.

Il concertone di piazza San Giovanni in Laterano a Roma promosso da Cgil, Cisl e Uil è uno degli appuntamenti più seguiti, con musica live e riflessione su lavoro e diritti. Sul palco si sono alternati oltre quaranta artisti, sia emergenti che grandi nomi. In serata, attesissime dal pubblico l’esibizione della formazione storica dei Litfiba a Riccardo Cocciante. A cantare per la folla si dati il cambio anche i cantanti che hanno animato l’ultimo festival di Sanremo, come Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Levante, Dardust, Emma, Madame e Francesca Michielin.

Torino

A Torino, invece, in mattinata si sono registrati duri scontri tra agenti e antagonisti, con cariche al corteo. Il corteo promosso dai sindacati aveva cominciato la sua marcia in modo pacifico, con oltre 15mila persone. La tensione è cresciuta dopo l’ora di pranzo, quando un pezzo del corteo si è separato per avvicinarsi a corso Regina Margherita, dunque nei pressi dell’ex centro sociale sgomberato Asktasuna.

Ovviamente la zona era presidiata dalle forze di polizia, i manifestanti hanno tentato di sfondare il cordone e gli agenti hanno risposto prima con gli idranti, poi con cariche e lacrimogeni. Dopo le cariche c'è stato un breve momento di pausa nei disordini, poi i manifestanti hanno lanciato bottiglie di vetro contro i reparti mobili. Alla fine, un piccolo gruppo di antagonisti è rimasto seduto davanti all’Askatasuna, altri invece sono scappati nelle vie adiacenti.

«Centri sociali e poliziotti. Criminali e lavoratori. Buon primo maggio solo ai secondi», ha scritto su X il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini. L’opposizione cittadina di centrodestra al sindaco Lo Russo, infatti, si è subito scagliata contro la sua gestione del rapporto con gli ex occupanti del centro sociale. «Ora decida di stare dalla parte della Costituzione ed entro una settimana assegni l'immobile a realtà serie, ad associazioni del territorio specchiate e non conniventi con gli estremisti della sua maggioranza e della sua parte politica. Faccia il sindaco di tutti e non di una parte sola», hanno detto il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana di Forza Italia.

ANSA
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Taranto

Come ormai da anni, anche Taranto festeggia il suo primo maggio con un grande concerto e i temi più caldi per la città: l'ex Ilva, la lotta all'inquinamento industriale, la difesa della salute, i casi dei bambini colpiti da tumore. L'evento del comitato "Cittadini e lavoratori liberi e pensanti" si è svolto al parco archeologico delle Mura Greche alla presenza di alcune migliaia di persone. Il direttore artistico, l'attore Michele Riondino ha detto che «l'Ilva da anni non produce acciaio ma Cig, voti e tessere sindacali», poi ha letto una lettera inviatagli da una studentessa tarantina diciottenne sull’attaccamento a Taranto e la sua scelta di partire per studiare altrove, con la speranza di «tornare migliore», «per restituire un po' di futuro alla città».

Le reazioni politiche

Intanto, la premier Giorgia Meloni ha salutato la giornata della festa del lavoro con un lungo post su X in cui ha scritto che «sappiamo bene che c'è ancora molto da fare. Perché il lavoro deve essere sempre più stabile, sicuro, ben retribuito e capace di dare futuro, soprattutto ai giovani, alle donne e a chi vive nelle aree più fragili della Nazione. Ma sappiamo anche che la strada intrapresa è quella giusta. Per noi il lavoro non si difende con la propaganda, ma con misure concrete, diritti veri e rispetto per chi ogni giorno manda avanti questa Nazione».

La segretaria del Pd Elly Schlein, che ha partecipato al concertone di Roma e prima è stata a Marghera, ha invece detto che  «c'è ancora troppo lavoro povero e precario in una Repubblica che è fondata sul lavoro, il che non vuol dire fondata sulla cassa integrazione o sul lavoro povero e precario che colpisce soprattutto i giovani» e ancora «serve un'azione forte di contrasto alla precarietà che in altri Paesi, come la Spagna, è stata concertata con le imprese e i sindacati e sta portando a risultati di crescita molto significativi».

i sindacati

Da Marghera, anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha parlato sotto lo slogan del «lavoro dignitoso» e ha attaccato il governo e in particolare il decreto sul Salario giusto che «non dà un euro ai lavoratori» ma destina i 960 milioni alle imprese. «Questo è il governo che parla di salario giusto e poi non aumenta i salari ai suoi dipendenti. Che non sta riducendo la precarietà e sta favorendo la fuga dei giovani. Quindi è il momento di dire basta propaganda».

Il decreto, invece, ha suscitato reazioni meno dure da parte degli altri due sindacati, con i leader di Cisl e Uil, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri, che lo hanno definito un passo avanti. In particolare la Cisl, sindacato più dialogante con il governo, con Fumarola ha parlato di «il primo tassello» per un patto di responsabilità.

Sensibilità diverse, quelle tra i tre sindacati che comunque hanno organizzato unitariamente il Primo Maggio, che però vengono minimizzati da Bombarderi: «Abbiamo sensibilità diverse, ma continueremo a fare accordi, dimostrando che, quando il sindacato è unito, non ce n'è per nessuno».

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