Il nuovo anno non sembra svecchiare le polemiche tra Italia viva e il premier Giuseppe Conte. Il leader di Italia viva Matteo Renzi ha detto in un'intervista al Messaggero di giudicare «sbagliata» la scelta di Conte di andare in parlamento, ma di accettare comunque «la sfida della conta in aula». Renzi ha poi rincarato la dose definendo «uno scandalo istituzionale» la decisione di Conte di annunciare la verifica in aula durante la conferenza stampa di fine anno mentre il Senato votava «per la prima volta una legge di bilancio il 30 dicembre senza possibilità di cambiarla». 

Sulla stessa linea, la capogruppo di Italia viva alla Camera, Maria Elena Boschi che ha accusato il premier, in un’intervista a Repubblica, di non avere «risposto» alle richieste di collaborazione da parte di Italia viva e di usare «toni definitivi» che «prefigurano uno scontro senza rete in aula». L’ex ministra ha poi aggiunto di condividere l’appello all’unità lanciato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ma che servono «risposte» sulle proposte presentate da Italia viva sulla gestione del Recovery fund,  aggiungendo di non volere minacciare il governo, ma che «se le nostre idee non piacciono, allora le nostre poltrone non servono». 

«Nessuna paura dei responsabili»

I due esponenti di Italia viva hanno detto inoltre di non temere la creazione di una pattuglia di “responsabili” che potrebbero staccarsi da Forza Italia o da Italia viva stessa per impedire al governo di cadere. Renzi ha detto di non avere «paura della libertà delle persone» e che «se qualche parlamentare vorrà appoggiare il governo Conte perché convinto dalle parole del premier». Dello stesso avviso anche Boschi che ritiene che il gruppo dei responsabili sia già in fase di formazione visto «il tono della conferenza stampa di Conte». Secondo Boschi, «nel caso in cui ci saranno transfughi di Forza Italia che salveranno il governo nessuno di noi griderà allo scandalo, ma Iv continuerà il proprio lavoro dall’opposizione». La capogruppo di Italia viva ha inoltre detto di non ritenere «il voto una minaccia». 

Niente Draghi, per ora

Sui possibili sviluppi in caso di caduta del governo il leader di Italia viva non si è voluto sbilanciare e rispondendo a una domanda sulla possibile nomina dell’ex presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha detto di non volere «anticipare ora le posizioni di Italia viva» perché sarebbe una «mancanza di rispetto» verso il Quirinale che in caso di crisi potrebbe svolgere le consultazioni con i vari partiti.

In precedenza, il presidente Mattarella ha fatto trapelare la sua intenzione di andare alle urne in caso in cui il governo giallorosso dovesse rimanere senza maggioranza in aula. Renzi ha concluso dicendo che «la Costituzione dice che la legislatura va avanti finché ci sono i numeri in parlamento, non finché lo dice Conte».

Sulle possibili accuse di avere regalato il paese alle destre in caso di crisi, Boschi ha rassicurato dicendo in ogni caso di stare lavorando affinché prevalga il buon senso» e dicendosi convinta che «se si andrà alla crisi, non ci saranno elezioni, ma un nuovo governo».

© Riproduzione riservata