Chi sono i nuovi volti che portano avanti le idee e le politiche Maga in Europa e in Italia? Come si muovono sui social e che rapporti hanno con stampa e politica? “Maga di casa nostra” è la rubrica di Domani, a cura di Giunio Panarelli, che racconta la strategia di propaganda dei volti vicini al mondo trumpiano nel vecchio continente.


«Qualsiasi neonato di nome Mohamed dovrebbe essere immediatamente deportato». Gli immigrati finiti nelle mani dell’Ice? «Subumani». A parlare è Joey Mannarino, content creator e consulente di comunicazione politica italoamericano. Il suo nome, soprattutto nel pubblico progressista, non è molto noto, eppure negli ultimi mesi Mannarino sta diventando sempre di più il volto delle proposte Maga in Italia ed Europa.

Nato a Philadelphia nel 1993, Mannarino ha iniziato la sua carriera nelle radio R&B americane; da lì si è poi avvicinato al mondo Maga e della comunicazione. In diverse interviste racconta infatti di lavorare come fundraiser e consulente per politici Maga. In particolare lavora per la società di comunicazione Ad victoriam international, che fornisce a politici e aziende servizi come strategie di comunicazione, fundraising e organizzazioni di eventi.

I suoi clienti non sono resi pubblici sul sito aziendale, ma devono essere di alto grado. Tanto che, durante la campagna per le presidenziali, Mannarino arriva a incontrare e fare foto con Donald Trump. «Un uomo molto umile che fa battute», assicura il consulente in un’intervista. Una volta arrivata al governo, l’amministrazione Trump lo premia: Mannarino ottiene per una settimana il badge come inviato stampa al Pentagono. Il tutto in un momento in cui moltissimi corrispondenti dal Pentagono si sono dimessi per via delle politiche molto stringenti decise dal segretario della Guerra Pete Hegseth.

Rilanciato da Musk

Mannarino è ormai un volto influente sui social. Su Instagram conta oltre 500mila follower, mentre su X è sopra i 650mila. La piattaforma di Elon Musk è anche una fonte di reddito per il creator: lui stesso racconta in un podcast di essere arrivato a guadagnare anche 4mila dollari alla settimana. Sotto Musk, X ha infatti iniziato a retribuire i creator in base al traffico che creano.

E il traffico generato da Mannarino piace sicuramente al patron di X, considerando che Musk è arrivato a mettere come proprio post in evidenza proprio uno di Mannarino. Si tratta di un contenuto in cui il content creator accusa la sinistra di avere un doppio standard poiché denuncia le discriminazioni delle minoranze in Occidente, ma chiude gli occhi sulle presunte repressioni dei bianchi in Sudafrica.

Le posizioni del content creator italoamericano ricalcano perfettamente quelle di Trump e, se possibile, le estremizzano. Quando il presidente americano attacca i migranti somali, Mannarino arriva ad esempio a chiedere che non sia permesso loro di candidarsi negli Stati Uniti. In un altro post chiede di introdurre lo stesso divieto anche per i musulmani in tutte le nazioni cristiane.

I suoi post vengono spesso pubblicati anche in condivisione con altri profili. In alcuni casi si tratta di guru come Richard Yu, un “imprenditore” che promette soldi facili con l’uso dell’AI Arbitrage. In altri i post sono pubblicati in condivisione con content creator europei vicini al movimento Maga. Tra loro ci sono ad esempio l’italiano Lorenzo Caccialupi e la spagnola Ada Lluch, ex compagna di Mannarino. Una rete che dà il senso di come l’orizzonte di Mannarino si stia sempre più estendendo all’Europa e in particolare all’Italia.

La presenza in Italia

Ad agosto 2025 sono usciti a distanza di pochi giorni tre articoli su Libero, il Tempo e Affaritaliani. Tutti e tre esaltano le capacità comunicative di Mannarino. Vi si possono leggere frasi come «in un’epoca in cui l’attenzione è potere, lui la comanda» e in molti punti gli articoli coincidono. È difficile dire se perché frutto di un copia incolla tra le varie redazioni o di un comunicato inviato loro. In ogni caso, per far capire la bravura di Mannarino i giornali arrivano a scomodare citazioni di Aristotele e Foucault.

La logica dietro agli articoli si può però intuire tra le righe. In tutti e tre è riportato come Ad victoriam international si stia espandendo in Europa e America Latina. E a guidare questa espansione, sempre secondo i media, è proprio Mannarino. Non è dato sapere quali siano i nuovi clienti, visto che sul suo sito la società spiega solo quali sono i servizi offerti.

Quel che è certo è che la sua espansione passa anche attraverso un aumento della presenza mediatica di Mannarino. Una prima occasione di visibilità dopo gli articoli di agosto arriva a metà settembre. In un post Mannarino attacca la segretaria del Pd Elly Schlein, chiedendosi come sia possibile che «una donna bisessuale e ebrea» possa schierarsi con la Palestina. Sotto un utente gli chiede se Schlein sia «davvero una donna». «Non voglio essere io ad accertarlo», è la sua risposta.

Il Partito democratico chiede alla destra italiana di dissociarsi, ma poi la polemica si spegne. Nel frattempo però le parole di Mannarino hanno attirato le attenzioni di Giuseppe Cruciani. Il conduttore de La Zanzara invita il content creator nel suo programma. «Mi piace questo Mannarino», dice Cruciani mentre lui spiega di voler cacciare dai paesi occidentali «tutte le persone che non si possono integrare».

Deportazioni di massa

Da quel momento in poi il content creator diventa un habitué del programma di Radio 24. A gennaio, ad esempio, appare dopo le proteste per le morti causate dall’Ice in Minnesota. Nel corso della trasmissione definisce «stupidi» Alex Pretti e Renée Good, le vittime delle forze anti-immigrazione: a suo dire, i due avrebbero sbagliato a mettersi contro l’Ice.

Cruciani presenta Mannarino come «consulente di comunicazione politica». C’è però chi sceglie di essere più vago: in un’intervista video per Eleonora Tomassi del Tempo, il content creator viene presentato semplicemente come un «italoamericano che vota Trump». «Uno preso dalla strada», direbbero Aldo, Giovanni e Giacomo. E per strada lo intervista anche Massimiliano Zossolo. Il fondatore di Welcome to favelas pubblica il loro incontro sul canale YouTube del new media. I due passeggiano per la stazione Termini e Mannarino avverte: «Ogni volta che torno trovo sempre meno italiani. La vostra immigrazione è di bassa qualità, devono tornare a casa».

In tutte le interviste Mannarino mette al centro il tema della «remigrazione» ed è su questo argomento che arriva a scendere in piazza in Italia. A ottobre, a Milano, partecipa a un raduno del Movimento delle bandiere fondato dalla giornalista Azzurra Noemi Barbuto. Qui Mannarino racconta ai presenti che, una volta arrivato in stazione Centrale, credeva di essere arrivato «in Somalia». La parola d’ordine, ancora una volta, è «remigrazione».

A dicembre posta invece diverse foto da Atreju. Nel corso della festa di Fratelli d’Italia, il content creator posta diversi contenuti con altri content creator europei del mondo Maga. «Qui ad Atreju stiamo trascorrendo del bellissimo tempo insieme grazie alla fantastica leadership italiana», dice in un video. Chissà se ha avuto modo di parlare anche con loro dei suoi progetti per l’Italia.

© Riproduzione riservata