Marina Berlusconi smentisce la «discesa in campo» prevista in un articolo del Fatto quotidiano, a firma di Pino Corrias. E lo fa con toni durissimi, con una lettera inviata a Dagospia. La presidente di Mondadori definisce «fantomatica» l’ipotesi e risponde con durezza all’articolo pubblicato dal quotidiano, diretto da Marco Travaglio, che parlava, come mossa propedeutica alla candidatura, dell’ingaggio di un dialogue coach per migliorare la voce e di alcuni autori per preparare il racconto di aneddoti.

Patriarcato e body shaming

«Dietro le tante fantasie che Pino Corrias scrive su di me - i miei testi attribuiti a Ciao Darwin, un presunto “dialogue coach” per la mia voce, la solita fantomatica idea di una mia discesa in campo – si nascondono i peggiori tratti di un disprezzo per il genere femminile che, se vogliamo restare in campo evoluzionistico, definirei “cavernicolo”. Per non parlare di una spiccata attitudine a quello che i suoi colleghi progressisti chiamerebbero “body shaming”», ha scritto Marina Berlusconi. 

La primogenita di Silvio Berlusconi se la prende direttamente con l’autore dell’articolo, che derideva (il tono era quello sarcastico) i presunti limiti dell’imprenditrice: «Non so se Corrias abbia una moglie, una figlia, una sorella, ma nel dubbio esprimo loro tutta la mia solidarietà: condividere la vita con un uomo prigioniero di idee tanto retrograde, misogine e profondamente “patriarcali” – sempre per citare i progressisti, quelli veri – deve essere di certo un faticoso esercizio di resistenza. Tutto questo premesso, devo dire che gli attacchi del Fatto Quotidiano per me sono medaglie al valore, che mi appunto con grande soddisfazione sulla giacca».

Berlusconi contro il Fatto

A chiudere l’affondo di Marina Berlusconi, che nello scontro con il Fatto si pone in diretta continuità con il padre: «Certo, spiace vedere che in tanti anni di onorato servizio e nonostante un talento giornalistico davvero spiccato, Travaglio, Corrias e la loro banda non si siano mai trovati un’altra ragion d’essere, editoriale ed esistenziale, al di fuori dell’ossessione antiberlusconiana. Poverini, deve essere davvero frustrante».

Sempre su Dagospia è arrivata la controreplica di Corrias: «Sulla concezione patriarcale, anzi cavernicola, nei confronti delle donne, consiglierei a Marina B, legittimamente affezionata alla figura paterna, un po’ di prudenza. A meno che essere cresciuta in mezzo allo scempio culturale e politico che il babbo ha fatto delle donne per una quarantina d’anni in tv, in politica, nel mondo, prima e soprattutto dopo cena, non l’abbia resa così smemorata da imboccare la difesa peggiore. Lo stesso vale per l’ossessione che mi attribuisce per suo padre e che con tutta evidenza riguarda lei il suo specchio».

Dopo la lettera di Marina Berlusconi è partita la batteria di dichiarazione dei deputati di Forza Italia. «Auspico che la condanna per questi gravi attacchi sia unanime, a partire da quella sinistra che si fa paladina della parità di genere e della lotta al patriarcato: principi, questi, che non hanno colore politico», ha scritto in una nota il sottosegretario alle Infrastrutture, Tullio Ferrante, tra i primi a commentare.

Anche la parlamentare Erica Mazzetti è intervenuta: «Noi abbiamo altri valori e siamo per un'altra idea di politica e di società: siamo per la libertà e per la persona e mai faremmo attacchi, gratuiti e da cavernicoli, contro nessuno, nemmeno gli avversari».

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