Giorgia Meloni si è presentata alla conferenza stampa post vertice Nato con le idee chiare e un silenzio autoimposto. Sul fronte dell’esito del summit, la premier ha detto che «l’alleanza è unita e decisa a rafforzarsi» e confermato che l’Italia «vuole chiaramente rispettare gli impegni, lo faremo», ma «lo vogliamo anche fare in modo sostenibile, cioè stabilendo noi i tempi, stabilendo i modi, stabilendo le priorità in base al contesto, in base alle nostre possibilità». Anche perchè, ha sottolineato, «l’Italia è la nazione che offre più uomini in missione».

Su quello del silenzio, ha ripetuto di non avere intenzione di tornare sull’attacco subito da Donald Trump alla vigilia del vertice, ma ha aggiunto di non essersi «pentita di nulla di quanto fatto e con gli Usa non cambio strategia», perché «non faccio scelte dettate dal piccolo cabotaggio, ho una strategia in testa ed è figlia di cosa è l’interesse italiano e c’è il rafforzamento dell’unità occidentale». 

le armi e la difesa

La premier ha specificato che l’impegno italiano nella spesa per sicurezza è garantito e che il paese si è presentato al vertice con un 2,8 per cento del Pil investito, ma i passi futuri dovranno essere «sostenibili» e «gli investimenti che facciamo devono stare in Italia», noi «non firmiamo assegni all'estero, e quindi in conclusione l'Italia siede con una sola bussola che è la difesa dell'interesse nazionale». 

Sono impegni che vanno mantenuti anche «se non è popolare», ha aggiunto Meloni, spiegando di trovare ingiustificati gli attacchi di chi sostiene che si comprino armi invece di spendere soldi in sanità.

la guerra

Meloni è stata chiara anche nel ribadire che continuerà l’impegno italiano per l’Ucraina e che sarà Antonio Tajani a partecipare al prossimo vertice dei Volenterosi, perché lei dedicherà la prossima settimana ai dossier italiani.

Quanto al conflitto in Medio Oriente e all’utilizzo delle basi italiane, ha ripetuto che «abbiamo avuto una linea molto chiara dall'inizio del conflitto in Iran. E quella linea la manteniamo» e «abbiamo rispettato i nostri impegni come sempre fanno le nazioni serie, ma dopodichè abbiamo detto che non avremmo partecipato agli attacchi all'Iran e non stiamo partecipando agli attacchi all'Iran e non parteciperemo agli attacchi».

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